Oggi la Festa di Ognisanti, dell’uomo giusto

Oggi, in un’unica Festa, sta la celebrazione di tutti i Santi, della gloria di ciascuna e di tante esistenze mirabili, l’esempio da offrire a ciascuno dei viventi dell’oggi. Una festa che non si celebra soltanto nei luoghi di culto, ad opera delle gerarchie ecclesiastiche, quanto e non meno, laicamente, come vorrà dire qualcuno, anche in famiglia, nelle case.

Un noto detto popolare recita: “Per Ognissanti siano i grani seminati e i frutti rincasati”.
Qui lo cito per dare immagine e forza alla mia personale visione della “santità”. I Santi sono degli uomini, ormai deceduti, che in vita, nelle loro relazioni con il creato e con gli altri esseri umani hanno agito per il Bene: amando Dio, lo spirito creatore che tutto e tutti alimenta e sostiene, glorificando la vita generata, prodigandosi personalmente, nel limite delle proprie capacità e forze, a favore e a sostegno di chi in terra e in vita – secondo le parole evangeliche di Cristo – è nostro prossimo.

Si è “santi” in vita non tanto per ‘guadagnare’ “la gloria celeste” (il Paradiso), ma – riprendendo il significato meno apparente del proverbio sopra riportato – per vivere con saggezza secondo natura; per adempiere, con soddisfazione e frutto, quello che è “il sogno del Creatore”, il fine contingente e ultimo per cui tutte le ‘cose’ della terra e dell’intero universo sono state create.

L’uomo fa proprio così, con questa celebrazione – oggi cristiana, ma che fonda il suo significato e valore negli usi e costumi dei popoli che ci hanno preceduto – l’andamento stagionale della natura. Viva e feconda oltre l’apparenza, con i suoi astri e i semi, essenze organiche e frutti, che ciclicamente muoiono e scompaiono, ma che con l’opera dell’uomo, l’uomo ‘giusto’, torna a dare nuova e rigenerata vita.

E’ questo il Santo, sta in questo la Festa.

Giuseppe F. Pollutri