Haters = Odiatori

Traduco per i meno radical chic, cioè per le persone di normale buon senso, intelligenza e cultura: significa “odiatori”. Perché i radical chic usano questa parola? Per il semplice motivo che sono radical chic altrimenti non sarebbero nessuno e vivrebbero nelle tenebre dell’anonimato. Così, per dare sostanza e una dimostrazione di “cultura”, alla loro esistenza usano la parola haters. Un po’ come dire “gay” invece che omosessuale: così usano “genitore 1 e genitore 2”  invece che omosessuale e omosessuale (forse perché si vergognano?), anche questo mutuato dall’inglese che non fa distinzione tra genitore e genitrice, in entrambi i casi “parent”. Ma torniamo a noi ed al perché del titolo di queste mie considerazioni. Chiunque sia di destra, oltre che essere definito “fascista” e perciò stesso rozzo e ignorante, è anche “odiatore, cioè “hater” perché inducono all’odio verso i diversi, per colore della pelle o per scelte sessuali; sarà così: non credo. Piuttosto penso che gli odiatori siano proprio coloro che etichettano come haters chi non la pensa come il pensiero unico (per fortuna in forte declino) vuole che sia: e gli esempi non mancano. A cominciare da Salvini che un pseudo comico della carta vede appeso per i piedi, auspicio ultimamente riproposto da una firma di Repubblica, tale Maurizio Crosetti che twitta “Sia chiara una cosa, Dobbiamo reagire, indignarsi, batterci, denunciarli, resistere fino alle estreme conseguenze, e se sarà il caso, appenderli per i piedi. Mai più fascisti”: salvo scusarsi dopo dicendo che “… era troppo”. Intanto lo ha scritto e poi ha fatto una ancora peggiore figura facendo finta di scusarsi, quasi fosse un qualsiasi sprovveduto (o forse lo è). Scuse che altro giornalista (?), tale Luca Bottura, non crede siano dovute dal momento che scrive “Al di là del commento, per cui ha chiesto scusa, di che vi preoccupate: siete forse fascisti?“. Non posso fare a meno di rispondergli che potremmo anche esserlo “fascisti” e quindi non siamo noi che dovremmo preoccuparci, ma lui stesso! Ma, dato che fascista non sono, posso solo suggerirgli di scusarsi con la sua intelligenza (se ne ha una). Altri esempi di odiatori? Lo Sport e la Croce Rossa! Cosa “c’azzeccano” come avrebbe detto qualcuno: presto detto. Sport: il capitano di una squadra di calcio femminile la “AfroNapoli”, si candida con una lista che appoggia il candidato sindaco di una liusta civica di Marano collegata alla Lega, viene per questo letteralmente cacciata dalla squadra: per fortuna le compagne di squadra si rifiutano di scendere in campo per tale porcheria ed il presidente minaccia, a sua volta, di ritirare la squadra dalla Coppa Italia, dando un inequivocabile segno di maturità democratica. Croce Rossa: Sì, proprio quella organizzazione che si occupa di curare i feriti, qualsiasi sia l’esercito di appartenenza; ebbene un consigliere comunale della Lega di Lodi, già certificata per la Croce Verde di Pavia, partecipa ad un corso per volontari della Croce Rossa, viene invitata ad andarsene perché il suo posto non è evidentemente quello del volontariato visto quello che accade a Lodi. Cosa dunque accade a Lodi? Presto detto: i genitori dei bambini stranieri dell’asilo, oltra ai documenti che presentano tutti i genitori, devono presentare anche un documento rilasciato dal Consolato dei loro Paesi, che certifichi la mancanza di altri redditi o proprietà nel Paese originario. Ciò è stato visto come una discriminante razziale e xenofoba, diciamo pure fascista; Ebbene questi pagliacci del politicamente corretto non sanno, ma dovrebbero saperlo, che si tratta della applicazione di una norma voluta e varata dall’allora premier D’Alema. Si può dire che certe prese di posizione sono da TSO? Evidentemente il fatto che la croce sia rossa ha fatto ritenere all’istruttrice che si riferisse alle bandiere rosse che ora sventolano solo in Cina. Per oggi mi fermo qui ma terrò gli occhi, le orecchie e la vista in allerta permanente per informarvi sull’evoluzione nazista dei buonisti!

Elio Bitritto