Vasto: un paio di cose cui porre rimedio

 

In effetti non sono solo “un paio” le cose cui bisognerebbe porre rimedio: ma intanto cominciamo e cominciamo col dire che ogni mattina, di norma prima che sorga il sole, faccio una camminata per le vie della città, a volte alla marina, a volte in periferia a volte nel centro storico. Mancavo dal centro da parecchio tempo (mi riferisco al mattino presto) e sono rimasto spiacevolmente sorpreso quando davanti Palazzo d’Avalos ho visto una infinità di bottiglie, cannucce, bicchieri di plastica, oltre che bottiglie di vetro, che testimoniavano di una gozzoviglia di proporzioni indecenti: il tutto in mezzo a rivoli che faticavano a prosciugare costituiti da resti di bevande e da altri liquidi … organici in anfratti più o meno nascosti ed anche in … campo aperto, frutto, evidentemente, di un sabato particolarmente … allegro. In mezzo a questo porcile una squadra di addetti alle pulizie, facevano del loro meglio per raccogliere e spazzare un sudiciume che dovrebbe far vergognare chi lo fa. Vasto è sporca? L’interrogativo è pleonastico perché gli addetti fanno il proprio lavoro ma sono i cittadini, vastesi e non, che non amano la città e la lasciano, evidentemente, come la proprie abitazioni, come porcili. Ho rivolto alcune domande agli addetti che lavoravano per pulire, rapidamente la zona, prima che i cittadini si rendessero conto dello schifo che altri cittadini (meno cittadini dei primi …) potessero vederla: a quanto pare è una “prassi” ormai consolidata che tutte le mattine si trovino a “lavare la faccia” di questa parte della città con un aumento esponenziale la domenica: l’inverno si spera che induca i “maiali” a restare nei propri porcili! Ho proposto, invano, di portare, quanto raccolto e distribuirlo nel posto da cui proveniva, e qui mi fermo!

Altra cosa è la Loggia Amblingh, sempre bella anche prima dell’alba con il golfo che comincia a schiarire, con le luci della piattaforma in lontananza, una o due barchette, il pontile che riflette i suoi lampioni in acqua, le luci di San Salvo e dei paesini in lontananza: invidio i cittadini che possono ammirare dalle loro case questo spettacolo sempre uguale, sempre diverso. Ma una cosa non mi è piaciuta (sento già il super critico che commenta “solo una cosa?”) ed è quello che ho visto sotto Casa Rossetti: un manifesto che, complici l’età, il sole, la pioggia, il vento, hanno reso quasi illeggibile, quello che “racconta” in sintesi, la storia del personaggio più illustre di Vasto: illeggibile, sporco, caratteri che si leggono a mala pena, il tutto su un fondo scuro che neanche i manifesti funebri …! Che dire? Vasto non merita questi insulti: gli incivili vadano altrove a far danno, che di dovere (e non mi riferisco alla amministrazione comunale) sorvegli meglio certe zone dalla città; e ancora (e questa volta mi riferisco alla amministrazione comunale) abbia la bontà di dedicare maggiore attenzione ai cartelli, lapidi, manifesti che dovrebbero “celebrare” le glorie passate di Vasto.

Elio Bitritto