L’Olocausto secondo Alberto Angela. Bene, però.

Terzo appuntamento con Ulisse (dopo la Cappella Sistina e Cleopatra e dopo il successo di Stanotte a Pompei), Alberto Angela racconta il rastrellamento il 16 ottobre 1943 e la deportazione verso i campi di sterminio degli ebrei di Roma.

Il dovere della memoria affinché la storia non si ripeta.

Alberto Angela: “Molti non conoscono le leggi razziali, cosa vuol dire essere considerati diversi. Abbiamo deciso di parlarne cercando di essere presenti allora, in quei minuti, in quei luoghi. E mostrare, muovendoci, che cosa accadde”.

Soggetto delicato, quello delle leggi razziali, da trattare con la punta delle dita, perché si può rimanere invischiati nella facile accusa di antisemitismo. Ristabiliamo i fatti. Le leggi razziali furono un grave errore del regime di Mussolini. Ma l’antisemitismo nel 1938 era un atteggiamento comune e diffuso anche in paesi, come la Francia, l”Inghilterra, gli USA, il Canada. Gli ebrei in Italia erano nel 1938 poco più di 40.000 (quarantamila) su una popolazione di 40 milioni, lo 0,1% . Le vittime alla fine della seconda guerra mondiale furono circa 8 mila. Numericamente, quindi, un fenomeno egualmente tragico ma più contenuto in Italia.

Molto più grave fu, da un’ottica storica italiana, il destino tragico e le persecuzioni subite dagli italiani dell’Istria e della Venezia Giulia. Si calcola che gli infoibati, da quanto mi risulta, furono oltre 20.000 e l”Esodo (la pulizia etnica imposta da Tito) coinvolse oltre 300.000 persone. Ecco, a me pare che questi due fenomeni ( le leggi razziali e la persecuzione e l”Esodo dei giuliano/’dalmati) debbano essere studiati insieme e comparativamente. Altrimenti si rischia di guardare il male subito da tante persone da un solo punto di vista. E’ il rischio che anche Angela, un ottimo divulgatore, non ha saputo evitare. La giornata della Memoria e del Ricordo sono due macchie nere della recente storia d’Italia. E l’una non può essere presentata senza tener conto anche dell’altra.

Filippo Salvatore