Diritto di parola … a tutti

Dice il nostrobeneamatopresidente Mattarella che nella Costituzione “c’è un sistema complesso di pesi e contrappesi perché la storia insegna che l’esercizio del potere può fare inebriare”. A parte che non c’è Costituzione al mondo che neghi questo sistema di pesi e contrappesi, per lo meno nei Paesi di democrazia occidentale, il  nostrobeneamatopresidente Mattarella (quello stesso di prima) dovrebbe essere così cortese da dire chiaramente e precisamente a chi o cosa si riferisce, se questo sistema lo abbia scoperto ora, se non ne fa un uso improprio lui stesso come quando, evidentemente deluso dai risultati del voto di marzo, diede l’incarico di formare il governo Ad un Cottarelli qualunque, non votato da nessuno e sconosciuto ai più.  Diritto di parola anche a Bono che della solidarietà ha fatto una bandiera (e non a parole) ma che della realtà italiana ha una informazione a dir poco monca: se non fosse che lui non solo “parla” ma “fa”, direi che il suo ringraziamento per quello che ha fatto l’Italia con le sue porte aperte, con la sua Guardia Costiera, con la sua accoglienza, assomiglia tanto ad una presa per i fondelli del tipo di quella che questo aborto di Europa fa attraverso i vari Juncker, Moscovici, Katainen, Oettinger e Avramopoulos (per citare i più … rappresentativi) che ringraziano l’Italia per essersi preso centinaia di migliaia di immigrati, per la maggior parte clandestini, e contemporaneamente nulla fanno per risolvere il problema. Diritto di parola anche a coloro che, certi di un’impunità vergognosa continuano a vantarsi di aver fatto entrare in Italia gente senza arte né parte, incapace e riluttante ad integrarsi, cinicamente sfruttata  dalle cooperative e dal caporalato, troppo spesso impegnata nello spaccio, nella rapina, nei furti e nello stupro. Tra questi si distingue “Pompetta” Bonino, cosi detta per la sua capacità di procurare aborti clandestini con la pompa di una bicicletta, la quale ammette candidamente che Dublino non c’entra nulla, è stato Renzi a chiedere di far sbarcare tutti i clandestini in Italia (e l’Europa lo ha magnanimamente accontentato). Ha ripreso a parlare Monti, ad evocare uno scenario già visto nel 2011 e, in qualche modo, “saggiato” da Mattarella con Cottarelli. Tra “Pompetta” e Monti c’è un fattore comune: questo fattore si chiama “Soros” il finanziatore palese ed occulto della immigrazione, quello che ha suggerito a Monti (lo ha ammesso lo stesso professore) cosa fare mentre era sul patibolo a decapitare gli italiani. Diritto di parola anche a Cristina Parodi, giornalista RAI, che, intervistata da mamma RAI, individua “nella ignoranza e nella paura” l’ascesa di Matteo Salvini. A parte il fatto che la domanda era pleonastica e a parte il fatto che il servizio pubblico dovrebbe avere un certo ritegno  (non parlo di censura) ad intervistare come opinionisti indipendenti personaggi che indipendenti non sono, credo che la domanda poteva essere “il fatto che tuo marito, Giorgio Gori, sia il sindaco PD di Bergamo, influisce sul tuo giudizio su Salvini”? Un po’ come chiedessero a me un giudizio su Renzi…!

Diritto di parola a quanti (e sono tanti) che si stracciano le vesti per il 2,4 di scarto, il più basso da quando Berlusconi è stato defenestrato: ma questi signori hanno ancora il coraggio di portare in giro la loro faccia?  Diritto di parola alla giornalista del Corrierone, Maria Teresa Meli,  che ha una lettura tutta particolare del voto di marzo “l’esecutivo NON è stato votato dal popolo, ma è la sintesi di un accordo parlamentare …”. Ma questa ci è o ci fa? (non siate volgari)! Infine un accenno al diritto, anche questo inalienabile, agli studenti che hanno scioperato contro questo governo per la sicurezza delle scuole: motivo? Elevato costo dei percorsi di studio e sfruttamento dell’alternanza scuola-lavoro. Mi chiedo solo se sanno che questo governo è in carica da giugno: il resto è affidato alla tradizione che vuole che ogni anno scolastico inizi con 4/5 scioperi, altrimenti che scuola è?

Elio Bitritto