Il differenziale (lo spread) si riduce tornando alla lira.

Il potere di emettere la propria moneta, e di intervenire tramite la propria banca centrale, è il fatto principale che definisce l’indipendenza di una nazione. Se un paese rinuncia a questo potere, come ha fatto l’Italia firmando il trattato di Maastricht, o lo perde, acquisisce lo status di ente locale o di colonia. E’ la condizione in cui si trova l’Italia al giorno d’oggi, dopo oltre 10 anni di euro.
‘Le autorità locali e le regioni ovviamente non possono svalutare. Ma perdono anche il potere di finanziare i deficit con emissione di moneta, e gli altri metodi per ottenere finanziamenti sono soggetti a regolamentazione da parte dell’autorità centrale. Né possono modificare i tassi di interesse’.(T. Gogdon) Vi siete mai chiesti perché la Gran Bretagna ha sempre mantenuto la sterlina come propria moneta durante gli anni della sua adesione all’UE? M. Thatcher l’aveva capito, ed altrettanto aveva fatto Bettino Craxi. Ma è prevalsa la linea di Prodi e Ciampi…. ed ecco il risultato in cui l’Italia è venuta a trovarsi. Colonia economica della Germania e succube delle decisioni della Banca Centrale Europea. Ma la stampa italiana fa la Cassandra, senza spiegarne le ragioni, sul differenziale che sta crescendo. E dà munizioni agli speculatori. Ben venga, quindi, il ritorno della lira, se necessario. Bankitalia è un insieme di banche private e le vere decisioni sull’economia italiana sono prese dalla Banca Centrale Europea dopo la firma del trattato di Maastricht La povertà di 5 milioni d’Italiani è legata agli aiuti economici di ben 20 miliardi di euro dati alle banche dal governo Renzi. Ben fa il Governo attuale a riaffermare la propria legittimità e far valere che sono gli elettori a determinare l’avvenire dell’Italia. Ritorniamo alla lira ed alla Banca d’Italia ( statale) e tante cose cambierebbero per il meglio.

Filippo Salvatore