Lettera al presidente Mattarella

 

Signor Presidente,

chi le scrive è un cittadino italiano che si sente offeso dalle sue esternazioni che sono a senso unico: voglio dire che lei ha rinunciato al ruolo di garante della Costituzione che viene da lei interpretata come un qualsiasi parlamentare politicamente schierato. Lei invoca la Costituzione quando osserva che in essa l’articolo 97 dispone che … occorre assicurare l’equilibrio di bilancio e la sostenibilità del debito: questo perché avere i conti pubblici in ordine è una condizione indispensabile di sicurezza sociale. E potrei anche essere d’accordo con lei e la Costituzione se non fosse che questa nostra Costituzione, a parte il fatto che è un po’ datata, non è realizzata a cominciare dall’articolo 1 per il quale il “lavoro” è evidentemente una parola vuota, un optional. Lo abbiamo tutti un lavoro? Il tasso di disoccupazione tra i più alti d’Europa non la preoccupa? Soprattutto se riferita ai giovani? Credo che questa dovrebbe essere la maggior sua preoccupazione e non quella di fare ciò che ci “chiede” l’Europa. Mi chiedo se lei ha mai usato la stessa influenza quando Renzi, circa un anno fa se ne uscì con la perentoria richiesta all’UE di arrivare al 2,9 a fronte di un 2.4 di oggi. Mi chiedo (e non solo a lei) come spiega che, a fronte dell’osservanza delle “prescrizioni” europee, il debito pubblico italiano sia aumentato dai 1.990 miliardi con Berlusconi a 2.280 miliardi con Gentiloni! Mi chiedo quale sia stato il suo intervento in merito: a me non risultano “appunti” ai precedenti governi, negli ultimi tre anni da quando è diventato Presidente della Repubblica: né mi risultano osservazioni durante il suo mandato di giudice costituzionale nei confronti dello schieramento con il quale ha evidente affinità. Lei è leggermente più giovane di me (circa cinque mesi) ed ha sicuramente vissuto la stessa Italia che ho vissuto io e la mia famiglia, magari solo più agiatamente e deve convenire che non è questo governo il “peggiore”, non è questo il governo dell’odio, non è questo il governo del razzismo anche se, e questo è il mio “rimprovero”, si tratta di accuse assolutamente fuori del tempo e della storia. A me pare che lei parli a “comando”, non perché qualcuno le imponga di dire qualcosa di cui non è convinto, ma perché, evidentemente, ha la stessa convinzione di colpevolezza e inadeguatezza, spero in buona fede, nei confronti di questo governo che NON le piace (e di questo credo siano consapevoli tutti gli italiani). Ma non è solo questo che mi indigna e che dovrebbe indignare anche quella massa, fortunatamente sempre più ridotta, di parlamentari pd che tacciono colpevolmente e solidalmente: mi riferisco alle ripetute offese che capi di stato ed “autorevoli” membri della Commissione europea rivolgono a questo governo. Non è ammissibile che un capo di stato, tale Macron, colonialista e guerrafondaio presuntuoso, insulti ripetutamente NON il governo italiano in carica ma il popolo italiano e lei taccia: e tace non una volta ma più volte e tace non solo nei confronti dei cosiddetti “capi” ma anche nei confronti di oscuri burocrati che si permettono giudizi e pregiudizi come se questo simulacro d’Europa non fosse tale anche e soprattutto per la loro avidità ed incapacità.
Chiudo, signor presidente, chiedendole di essere più obiettivo, più vicino a quella, che le piaccia o no, che piaccia o no a chi ha ridotto l’Italia in queste condizioni, è la maggioranza democraticamente eletta del nostro Paese: e sottolineo del NOSTRO, non del suo o del loro!
Elio Bitritto