L’europa secondo la germania

La “E” e la “G” sono volutamente in minuscolo per definire quel che queste due entità rappresentano, la negazione dell’Europa del Manifesto di Ventotene, dell’Europa della Solidarietà, dell’Europa della Civiltà Occidentale, dell’Europa Cristiana.

Questa germania non seleziona più la razza ma il conto in banca, fa strame dell’accoglienza imposta, come fanno quegli sfigati di francesi, agli italiani, ma anche a tutti i cittadini di quella che qualcuno si ostina ancora a chiamare “unione europea”.  Paladina della accoglienza in europa (ripeto, in questo simulacro di europa) si erge a controllore dei conti  di chi non può mantenersi o di chi non può pagarsi l’assistenza medica o di chi non versa i contributi, in pratica le tasse. Così, se una ragazza con un lavoro precario, ha appena partorito dovrà prendere il primo treno utile e tornare a casa ad accrescere le spese di quel nucleo familiare da cui ha dovuto separarsi per cercarsi una vita migliore e per alleviare proprio quelle spese familiari. Tutto ciò fa seguito alla applicazione di una legge di circa un anno fa che regolamenta il diritto alla libera circolazione dei cittadini europei  sul territorio federale: in pratica i Jobcenter o gli Uffici Stranieri dei diversi comuni hanno scritto una lettera agli italiani (e non solo) in cui “concedono” il diritto alla libera circolazione se e solo se dispongono di protezione sanitaria e di mezzi di sussistenza sufficienti. Tempo a disposizione quindici giorni! Oppure trovare, tentare di trovare un lavoretto, anche temporaneo … fino alla prossima richiesta, con buona pace dell’europa della accoglienza (affidata all’Italia), della solidarietà (affidata all’Italia), dell’osservanza delle regole (affidata all’Italia) e via dicendo. Credo sia ora che la classe politica italiana chieda conto, al di là degli accordi, dei trattati e delle direttive della correttezza formale e sostanziale di questa “unione” (solo scrivere la parola unione fa ridere) alla commissione guidata (con il rischio di ritiro della patente per ….) da colui che per anni ha fatto del Lussemburgo un paradiso fiscale alla stregua di una qualsiasi isoletta dei Caraibi e che l’ha lasciato in eredità a spregevoli connazionali, individui che si limitano a dire “immigrazione italiana uguale immigrazione africana” offendendo la propria intelligenza, prima che quella degli italiani con un paragone che, semplicemente, non esiste. E la vergogna maggiore non la provano questi individui, ma la provo io, come cittadino e come italiano vedendo gente come Tajani e, soprattutto, Mattarella, presidente della Repubblica italiana (che dovrebbe avere a cuore l’Italia prima di tutto e ben prima che lo dica Salvini) che non insorgono nei confronti delle continue offese agli italiani prima che all’intelligenze di chi si dichiara per una accoglienza indiscriminata…. purché in casa d’altri.

Elio Bitritto