Sulla presenza crescente di anglismi nella lingua italiana

bandiera italianaUn grande Paese come l’Italia con una illustre tradizione culturale NON puo’ permettersi di ridurre la propria lingua ad un dialetto utile solo in casa. Ogni lingua vivente è suscettibile di nuovi lemmi presi anche in prestito da altre lingue. Ma lo si faccia con criterio, rispettando la struttura sintattica e l’ortografia. È necessario stabilire una politica comune verso i neologismi, di derivazione dall’inglese in particolare, tra le varie lingue romanze a livello europeo.

Utile sarebbe un Consiglio della Lingua Italiana che avrebbe il diritto di statuire, non solo raccomandare come fa l’Accademia della Crusca, come immettere neologismi nella lingua italiana.

E non si scada nella facile accusa di autarchia culturale.

L’italiano va difeso e parlato e scritto correttamente. Solo cosi’ manterrà un suo prestigio internazionale. I poltici, i burocrati ed i giornalisti diano il buon esempio, tanto per cominciare.