“Merde”.

salvini-krvg-u303085062680lic-1224x916corriere-web-sezioni_656x492Troglodita, stronzo, fascista, energumeno … “  eccetera, sono solo alcuni degli insulti che gli italiani di malafede sinistra rivolgono al ministro Salvini: frustrazione o espressione del loro io più profondo, della loro vera personalità io non so ma potrebbero essere oggetto di studio d parte di personale medico qualificato alla bisogna. L’uso di certa terminologia, oltre alle minacce di morte o alla evocazione di piazzale Loreto da parte di personaggi come Oliviero Toscano, tuttologo, storico e politico di vaglia, indicano una sola cosa, la guerra in Italia non è finita e siamo ancora all’otto settembre con l’estensione del “Triangolo rosso” emiliano a tutta l’Italia. Evidente lo scopo di questi pseudo-partigiani che tendono alla provocazione sperando (e prima o poi accadrà) nella reazione esasperata di qualche testa calda, potendo contare su una giustizia che, in qualche caso, si è dimostrata di parte.  E in questo contesto risulta ancor più grave il ruolo di quella parte politica di cui l’Italia si è liberata ma che non accetta il ruolo di opposizione trasformandolo in guerra e guerriglia, sempre nel nome di una presunta “superiorità morale” teorizzata da Berlinguer e che non ha trovato riscontri nella realtà. Ma ciò che è ancora più grave è l’assenza del presidente Mattarella  che trova il tempo di blandire i giudici e non ha tempo, né modo di fare sentire la propria voce per difendere un governo che gli italiani hanno votato, un governo che, come recita la Costituzione, tirata per la giacchetta da giornali e politicanti, è espressione del voto del 4 marzo “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Due parole, sovranità e popolo, che, agli occhi della sinistra, assumono un significato negativo che il presidente non si affretta a correggere. Ciò posto non si può rimarcare come l’uso e l’abuso dell’insulto abbia ormai contagiato anche i nostri partner europei, a cominciare da quel simulacro di presidente francese che della passata “grandeur” gli è rimasta solo il cognome, Macron, che evoca grandezza stando al greco antico: non gli è da meno qualche rappresentante del governo spagnolo che interferisce platealmente con insulti a Salvini “… brutale politica di isolamento” (ministro degli esteri spagnolo), o “Salvini rappresenta il caos, la distruzione dell’Europa e della democrazia. L’Italia non è Salvini” (sindaco di Barcellona, Ada Colau), sino ad arrivare, tralasciano altre zecche dispettose, all’ultima  recentissima dichiarazione del responsabile (si fa per dire) degli Esteri e degli Affari europei Jean Asselborn nel corso della conferenza dei ministri degli interni europei e di alcuni Paesi nordafricani a Vienna. Asselborn, mostrando al mondo quale sia la sua estrazione culturale, se ne esce con un “merde” rivolto a Salvini che sta parlando, interrompendolo più volte. La ragione di questo suo personale modo di sentire sta nell’aver rimproverato a Salvini il fatto che il Lussemburgo ha accolto migliaia di italiani nel dopoguerra  e che ciò dovrebbe indurre l’Italia a fare altrettanto. Questo pezzo di “merde” (se lo dice lui lo dico anche io), non dice che gli italiani andavano in Lussemburgo, Belgio, Francia, ecc. con un CONTRATTO di lavoro e non si facevano mantenere. Ma questi sono in totale malafede e quindi non accetteranno mai di capire, sono dei pezzi di “MERDE”.

Ps: Mattarella dirà qualcosa in proposito? Juncker e la Mogherini sono ancora lì?

Elio Bitritto