Erano quattro amici al bar …

新华社照片,日内瓦,2017年1月18日     习近平出席“共商共筑人类命运共同体”高级别会议并发表主旨演讲     1月18日,国家主席习近平在瑞士日内瓦万国宫出席“共商共筑人类命运共同体”高级别会议,并发表题为《共同构建人类命运共同体》的主旨演讲。     新华社记者 饶爱民 摄

In realtà erano quasi … in cinque e neanche al bar ma nella Casa Natale del compianto Poeta Cesare Pavese, a Santo Stefano Belbo, roba di qualche giorno fa, il 26 agosto scorso.  In compagnia di robusti quanto selezionatissimi (quanto irraggiungibili per comuni mortali) intingoli a base di Tartufo Bianco di Alba, accompagnati da prestigiose bottiglie (rigorosamente D.O.C.G) di Barolo delle Langhe, un manipolo di “compagni” è stato premiato con il prestigioso “Premio Pavese” assegnato a chi si è distinto per particolari meriti nel campo culturale. Dicevo “compagni”: ebbene sì, i premi, democraticamente se li inventano e se li spartiscono rigorosamente all’interno di quel ristretto gruppo di “meritevoli” al di sopra di ogni sospetto, perché loro solo sanno e capiscono (come ultimamente Paolo Mieli che propone la “rieducazione” degli elettori Lega per manifesta incapacità, un po’ come i campi vietnamiti o laotiani). E così, creato il prestigioso (va da sé) Premio Pavese, una giuria altamente qualificata, lo, anzi, li assegna ai compagni di turno. Questo anno i premiati sono Lidia Ravera, che non ha bisogno di essere raccontata, Corrado Augias, di cui è ben nota l’apertura mentale e l’attaccamento ai soldi, Antonio Polito, altro personaggio piuttosto noto nelle cronache antifasciste ed affini, Riccardo Olivieri, poeta (almeno uno per onorare Pavese, sì scrittore, ma anche, se non soprattutto Poeta) ma di cui non so niente (ma, vista la compagnia, farà  probabilmente parte di quella ristretta élite). Qualche lettore, particolarmente attento e che legge fino in fondo le mie note (eroicamente), si chiederà quale criterio determini l’assegnazione di un premio a questo o quello: è presto detto: innanzi tutto i primi tre sono “compagni” (del quarto ripeto non so nulla), inoltre, sempre gli stessi primi tre, sono radical chic, infine, sempre loro, amano il tartufo d’Alba ed il Barolo! Sono dei criteri più che validi, al punto che questi personaggi si possono fregiare della denominazione compagni a D. O. C. P. G. vale a dire “Compagni di Origine  Controllata, Protetta e Garantita”. Ho scritto di “cinque” amici al bar: ne manca dunque uno, il più importante, quello che qualifica il Premio stesso: ebbene il Premio dei Premi è andato al più meritevole di tutti, quello che teorizzato e realizzato il “comunismo” nella sua forma più alta, la Monarchia Assoluta, il capo indiscusso della Cina, Xi Jinping, per il volume “Governare la Cina”: quello stesso Xi che si è comprato l’Africa, che ha cambiato la Costituzione in senso monarchico mettendo nero su bianco quella che in realtà già era la forma di governo, quello stesso che delle libertà civili ha un concetto … comunista, insomma il “Compagno dei Compagni”! E qualcuno potrebbe dire che il Premio Cesare Pavese, attribuito con certi criteri, avrebbe l’approvazione dello stesso Pavese se questi fosse ancora in vita?

Elio Bitritto

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