Orban

polizia francese a ventimiglia

Orba (n) di tanto spiro…”. Potrei cominciare così queste mie riflessioni su una delle più incredibili porcherie (purtroppo solo l’ultima in ordine di tempo) che questo simulacro di UE  compie  nei confronti di chi non accetta gli schemi autoritari che si questa si è data. Non avendo altro da fare che insultare la propria e l’altrui intelligenza, l’UE, guidata da un novello Führer und Reichskanzler Angela Merkel e il novello Pétain, l’enfant en marche, Emanuele Macron condanna quei Paesi che fanno quel che fanno loro, avendo il brevetto del sovranismo. Ridicola la titolazione di quasi tutti i giornali di regime che scrivono di una sconfitta dei sovranisti (o populisti per chi non è aggiornato) quando basterebbe vedere il comportamento dei Francesi a Ventimiglia (dove addirittura si permettono di sconfinare in Italia per interrogare gli immigrati e dove cacciano in malo modo gli immigrati rimandandoli in Italia o dove riescono a far morire una donna (anche lei immigrata) incinta. Né può mancare un doveroso pensiero a quella Spagna che fa vedere di essere accogliente in un solo caso e poi caccia con la forza i marocchini che erano entrati a Ceuta: che poi è quella stessa Spagna che sparava su chi tentava di varcarne i confini. E poteva mancare un reverente pensiero a Malta che, dalle proprie acque territoriali chiama la Guardia Costiera italiana per soccorrere quelli che poi hanno dato luogo al caso Diciotti. Ma di quale sconfitta del sovranismo stiamo parlando, quello buono dei francesi, spagnoli, maltesi e, perché no di tutti gli altri paesucoli europei che a parole si dicono solidali anche se si fanno, dovrei dire “giustamente”, ma, più esattamente, “ipocritamente” i fatti loro. Si aggiunga che tra le accuse non provate ma scagliate da un’eurodeputata verde, Judith Sergentini, c’è la restrizione alla libertà di stampa prendendo ad esempio la rivista Figyelö che ha pubblicato una lista di personalità al soldo di Soros, oppure le violazioni sistematiche della privacy giustificate dal terrorismo  (che, come è noto, non esiste in Europa), oppure, e qui si va oltre il ridicolo, l’accusa secondo cui non verrebbero “protette” adeguatamente le donne, manco l’Ungheria fosse un protettorato islamico. Infine, in un parossismo di demenza precoce, le “preoccupazioni costituzionali”, vale a dire “l’assenza di una consultazione sincera e l’inadeguato coinvolgimento della società civile” a fronte di un plebiscito sul nome e sul programma di Orban che ha portato l’Ungheria e gli ungheresi ad un livello di benessere impensabile in tanti Paesi dell’UE.

Elio Bitritto

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