L’Unione Europea e la ‘questione mediterranea

JunkerIeri, 12 settembre, il Presidente dell’UE, Jean-Claude Juncker ha pronunciato nella plenaria l’ultimo discorso sullo stato dell’Unione a Strasburgo prima delle elezioni europee, in programma a maggio 2019.

Che dirne?

Patetico, è il solo aggettivo che si addice all’UE così com’è. E’ una elefantiaca burocrazia dai piedi d’argilla che a livello mondiale non conta un fico secco.

Simbolicamente il suo Presidente porta il cognome appropriato Juncker ( spazzino da junk, spazzatura).

L’UE non ha un esercito proprio, non ha una politica estera comune che conta, usa il dollaro invece dell’euro in tantissime transazioni, è a tutti gli effetti paralizzata dall’obbligo dell’unanimità delle decisioni, ha un Parlamento ( con due sedi, a Bruxelles e Strasbourg in due paesi diversi) che, in sostanza, non legifera, ma applica o ratifica decreti ecc. ecc.

Una istituzione INUTILE nella sua forma attuale, (una succursale degli interessi del duo Germania-Francia), all’interno della quale vige una forma di politicamente corretto stucchevole.

Consoliamoci: fra qualche mese ci saranno le elezioni europee e, a quanto sembra, avverrà una vera rivoluzione.

L’UE mondialista attuale dovrà imparare a fare i conti con gli interessi dei popoli che la compongono, non delle banche.

Il 2019 sarà un anno di importanza fondamentale per l’Europa. O cambia profondamente in tempi rapidi, o NON ha ragione di esistere.

In questi frangenti l’Italia ha un ruolo fondamentale da svolgere.

Deve imporre la centralità della ‘Questione Mediterranea’ per il futuro dell’Europa.

E se i tentativi nel cambiare l’UE attuale si dimostreranno inutili, scelga l’Italexit, la propria sovranità nazionale.

Filippo Salvatore