Lo scarica … immigrati

migranti minori scomparsi

Lo sport più diffuso tra gli ipocriti italiani è lo “scarica … immigrati”: è una attività complessa che richiede abilità prevalentemente fisiche e quasi nessuna dal lato intellettuale. Per capirci vi racconto una “parabola”: una volta si ballava quasi di norma in casa sotto stretta sorveglianza con il giradischi, tra compagni di scuola o di istituto e probabilmente tutti abbiamo giocato al gioco della scopa (o equivalenti) che consisteva nel far passare di mano in mano una scopa tra coppie che ballavano … “eterosessualmente” mentre una coppia era costituita da un maschietto (di norma) e da una … scopa: si ballava regolarmente e lo “scopaiolo” passava la scopa al cavaliere di una qualsiasi coppia, prendendone il posto e lasciando questi a ballare con la scopa. Un addetto al giradischi, rigorosamente di spalle (ma non sempre), ad un certo punto interrompeva la musica e il malcapitato trovato con la scopa in mano pagava pegno. Come vedete un gioco elementare che consentiva di “rubare” momentaneamente la dama all’amico particolarmente geloso, con una punta di sano sadismo: così oggi   questo gioco sembra essere  stato riesumato in nome del soccorso ai diseredati, all’umanitarismo tout court, al politicamente corretto e così via. Dati i tempi il gioco ha subito una evoluzione, raggiungendo le vette più alte del sadismo politico (ma sempre in nome dell’umanitarismo) e si svolge su più livelli, ma sempre lasciando la scopa in mano a qualcuno e con un finale radicalmente diverso. Al primo livello troviamo le navi ONG o la “Diciotti” (nave della Guardia Costiera italiana che va a pattugliare anche le acque maltesi): la loro parte consiste nel procurarsi con ogni mezzo la scopa, in questo caso i naufraghi, veri o presunti che siano, basta che stiano in mezzo al mare con un telefono satellitare, a volte con una barca o gommone che sta affondando per cui è d’obbligo salvarli: così si ottiene l’elemento base, la scopa. Al secondo livello troviamo i centri di prima “accoglienza” con iniziali controlli vari, che spesso diventano centri di permanente ospitalità. La variante, in questo caso è data dal fatto che la “scopa” viene ceduta ad altri con difficoltà, anzi, diventa oggetto di desiderio da cui non vorrebbero separarsi mai, perché ogni minuto che la scopa resta, entrano soldi. Naturalmente ad un certo punto le coop (di varia estrazione ma soprattutto di sinistra perché è noto che “loro” sono particolarmente buoni), ricevono la “scopa” e la accolgono nel modo a loro più conveniente al punto che  la “scopa” si anima di vita propria e comincia a giurare per il paese, per la città, magari prende un bus, un tram, un treno e gira per l’Italia campando come meglio sa fare … la scopa, cioè raccogliendo la spazzatura dove capita. Per essere ancora più chiari, la spazzatura è costituita da spaccio, furto, rapina, bassa manovalanza criminale e, nel migliore dei casi, raccolta di pomodori sotto caporale. Chi si interessa di tutto ciò? nessuno, tanto ormai sono sbarcati in Europa, pardon, in Italia e cosa accade dopo alla “scopa” non importa a nessuno, salvo leggere sul “Sole 24 Ore” che spariscono 28 minori al giorno? Dove sono? beh da qualche parte saranno? Sono vivi? Boh? Come campano? e chi lo sa! L’importante è che siano raccolti, sbarcati e poi mentre una volta il  “si salvi chi può” veniva gridato prima che la nave affondasse, oggi lo si grida (sottovoce) dopo lo sbarco e l’affidamento nelle mani “sicure” dell’accoglienza di Letta, Renzi, Gentiloni, sotto l’Alto patrocinio del Capo dello Stato

Elio Bitritto

P.S.

Scusate se uso la stessa immagine di ieri ma occorreva un testimonial al di sopra di ogni sospetto …