La Vagina

healthline

Suppongo che tutti sappiano cosa sia la “vagina”  ed a cosa è deputata (non nel senso di onorevole … anche se a volte è più che onorevole!): stavolta è intervenuta (l’autorevole va da sé) rivista Healthline, portale della salute molto noto negli Stati Uniti e particolarmente apprezzato dalla comunità Lgbt a porre il problema, assai sentito della discriminazione sessuale che, in fondo, è la discriminazione tra chi è normale e chi è ancora più normale. Dopo la originale soluzione di scrivere ragazz*, alunn*, compagn*… con l’asterisco per non discriminare le donne (?), si apre la discussione sulla parola “vagina” per stabilire se sia o meno discriminatoria (un po’ come “genitore 1 e genitore 2 ideato dalla buon’anima, in senso politico di sora Laura e da qualcuno provocatoriamente riletto con “genitale 1” e “genitale 2”).  Intanto partiamo dall’etimologia  che si rifà al latino “vagina” che significa “guaina o fodero, vale a dire la custodia in cui si riponeva la spada; tralascio le numerose varianti, spesso dialettali, soprattutto quelle volgari, citando “gnocca” ormai entrata nel linguaggio comune, “passera”, “patata” (con variante “patatina”), “patonza”, ecc.  Dicevamo dunque della discussione che si è aperta sulla parola che potrebbe essere considerata discriminante, più che nel mondo Lgtb, nelle persone con quella che viene definita “sessualità fluida”, gli intersex. Per questo motivo la rivista propone di sostituire la parola con una frase certamente più descrittiva e, contemporaneamente, meno discriminante, vale a dire, “udite, udite” BUCO ANTERIORE ( in inglese “front hole”). Il primo che ride sarà denunciato presso la comunità Lgtb (n.d.A.). La notizia è presente sul “Foglio” in un articolo a firma di Simonetta Sciandivacci che sottolinea come la scelta sia dettata dalla necessità di un linguaggio “che tenga conto del fatto che le persone transessuali non si identificano con le etichette che la comunità medica attribuisce ai loro genitali”. Preso da insana curiosità sono andato a leggermi l’articolo in originale sulla rivista  che, forse sollecitata da qualche cervello ancora funzionante, dichiara che non è affatto loro intenzione cambiare il nome ma riservare l’espressione ”buco anteriore” solo per  i trans e gli appartenenti al sesso neutro.  La conclusione un po’ amara di questa società alla ricerca di se stessa è che si è passati dalla bellissima espressione poetica di Cielo d’Alcamo  “Rosa fresca aulentissima” a “buco anteriore” (che a me, vetero cultore della “vecchia” lingua italiana induce ad associare a “buco posteriore” che è l’unica cosa che accomuna tutti, ma proprio tutti, i generi). Segno dei tempi?, non lo so ma a me pare che l’affannosa ricerca di espressioni politicamente corrette stia portando ad una degenerazione intellettuale, ad una vera e propria involuzione..

Elio Bitritto