Il nuovo Portone di Sant’Antonio-San Pietro di Vasto

E’ l’inizio di una nuova storia, o se si vuole dirla più semplicemente di una altra vicenda religiosa e urbana, in merito alla Porta d’ingresso della Chiesa di Sant’Antonio di Padova, noto e amato luogo di culto cristiano del XIII secolo a Vasto.

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Non è proprio la porta artistica in bronzo per decenni vagheggiata dal vecchio parroco e auspicata da tanti fedeli, ma non meno, da tempo, si era tutti d’accordo che un più decoroso e sicuro infisso, a ingresso e protezione, fosse comunque e assolutamente da far realizzare e porre in opera. Quali che siano o possono essere le opinioni sul nuovo manufatto, su quel che si voleva che fosse e non è stato, in termini di artisticità in particolar modo, il nuovo Portone, appare di struttura e decorazione essenziale e – come qualcuno afferma – in linea con la sobrietà francescana che la chiesa ha avuto nella sua origine storica.

La nuova “Porta della Misericordia” di Sant’Antonio (divenuta sede della Parrocchia di San Pietro, dopo l’evento franoso vastese del 1956), è opera di  Vittorino Fratipietro, valente artigiano del legno di Trivento. E’ stata realizzata, nel telaio, cornici e pannelli di rivestimento, sia interno che esterno, in rovere di Slavonia.
Sette sono i pannelli esterni, istoriati con scritte in italiano e figure realizzate con incisione meccanizzata su legno. La principale e di maggiori dimensioni, sul battente mobile, è l’immagine di Cristo benedicente e lateralmente ad esso, con preciso riferimento ai santi del luogo, raffigurati San Pietro e Sant’Antonio di Padova. I due pannelli sopra porta figurano la Sacra Famiglia sulla sinistra e attrezzi/strumenti, simboli del mondo del lavoro a destra.

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