Razzismo e antirazzismo

daisy-osakue-689x391Non si è ancora completamente spenta l’eco del lancio di uova contro l’atleta Daisy Osakue, ma è evidente che sulla questione – in sé spiacevole – si è letteralmente costruito un castello in aria, classificando l’episodio come un’aggressione di matrice razzista dovuta ad un clima di xenofobia e di razzismo montante che caratterizzerebbe l’Italia attuale. Facciamo un breve riepilogo: poco più di una settimana fa, la ragazza, figlia di genitori nigeriani residenti in Italia, discobola e lanciatrice del peso, viene fatta oggetto, da parte degli occupanti di un’auto in corsa, di un lancio di uova. Colpita ad un occhio, riporta una lesione che mette a rischio la sua partecipazione agli Europei di Atletica. Fermo restando che il gesto è esecrabile, e che i responsabili, identificati, dovranno assumersi le responsabilità delle loro azioni, quello che ne è seguito, ovvero la strumentalizzazione della vicenda in chiave politica, non è stato un bello spettacolo. Per buona parte della stampa, dell’informazione, e del mondo politico che fa vagamente capo a certo progressismo – o presunto tale – quella contro la Osakue si è configurata subito come un’aggressione di tipo razzista, ovvero: la ragazza è stata fatta oggetto del lancio di uova per il colore della pelle. La cosa è stata vista subito come il logico portato del clima creatosi in Italia ai danni dei migranti. L’artefice principale di questo sarebbe, manco a dirlo, Matteo Salvini. Tant’è che, oltre al coro di dichiarazioni contro l’ondata di razzismo montante in questo momento in Italia, sono arrivati gli attacchi al ministro dell’Interno e a alla sua politica, politica basata sulla negazione, quando non sulla legittimazione, della violenza xenofoba, di cui sarebbe in corso una impressionante escalation. Nonostante la prime dichiarazioni delle forze dell’ordine, secondo le quali quello ai danni dell’atleta sarebbe stato l’ultimo episodio di una serie, dovuto all’azione di una banda che aveva già colpito in precedenza – e non cittadini di origine extracomunitaria – l’episodio è diventato subito, complici alcune dichiarazioni della stessa vittima, un’aggressione razzista. Di qui le ‘perle’ sfoggiate da politici, opinionisti e presunti tali, alfieri del politicamente corretto e simili. Si va dalle denunce del ‘clima d’odio’ e della ‘spirale razzista’, agli attacchi espliciti a Salvini (‘il ministro della paura’), allo sdegno provato di fronte ad un’aggressione che ha visto la vittima “selvaggiamente picchiata da schifosi razzisti”, fino all’allarme contro “le minacce” che starebbero diventando “sempre più micidiali” per quelli che l’attuale governo italiano non considera “razzialmente puri”, come dimostrerebbe l’aggressione ai danni della Osakue, “attaccata e picchiata da un gruppo di neonazisti in Italia”. Dopo l’identificazione dei responsabili dell’aggressione, è stata la realtà dei fatti a smontare certi castelli in aria: non si è trattato di un’aggressione razzista ma semplicemente di un gesto – l’ultimo di una serie – di alcuni ragazzi che, a sentir loro, avrebbero agito “per goliardia”. Uno dei tre è figlio di un consigliere comunale del PD… si fosse trattato di un leghista ne avremmo sentite, probabilmente, delle belle.

Marco Sfarra