Saviano, Salvini e la “questione migranti”

Il Senso di responsabilità di Salvini e l’ideologismo terzomondista che fa il gioco della camorra

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Roberto Saviano, autore di Gomorra, si rende conto che con la sua difesa ad oltranza e senza condizioni dell’arrivo ILLEGALE sul territorio italiano di centinaia di migliaia di diseredati, finisce con il fare il gioco della camorra? Mano d’opera abbondante e docile da SFRUTTARE e PROSTITUIRE per delinquenti senza scrupoli. Pongo questa domanda al Signor Saviano: – L’Italia ha il sacrosanto diritto/dovere di proteggere i propri confini e scegliere chi e quanti ammettere LEGALMENTE, come tanti altri paesi d’immigrazione fanno?- Matteo Salvini, da abile politico, che sa distinguere tra morale e fine da raggiungere, – cosi’ come Machiavelli insegna ne Il Principe – aizza la ‘canaglia razzista’, innegabilmente. Tuttavia sa leggere meglio di Saviano la realtà sociale italiana cosi’ com’ essa è oggi. In un paese con 5 milioni di poveri assoluti e incapace di dare lavoro al 40% dei suoi giovani e obbliga quasi 300.000 di loro all’emigrazione ogni anno, a che giova far arrivare l’equivalente numerico dall’Africa e dall’Asia? A nulla, a creare frizioni ed intolleranza. Ricordo a Roberto Saviano che la “questione migranti’ è l’equivalente contemporaneo della tratta degli schiavi, tanto condannabile oggi quanto era quella praticata nel passato. Saviano si ispira a Rousseau ed alla sua visione del ‘nobile selvaggio’ corrotto dalla società, Salvini ha come maestri Machiavelli e Hobbes che sposano il concetto homo homini lupus. L’interesse, specialmente quello immediato, è cio’ che spinge il popolo ad agire ed il popolo secondo Machiavelli è ‘bestia’. Rifletta, rifletta il Signor Saviano, prima di lanciare invettive pesanti ed anatemi apodittici.

Filippo Salvatore