Le ONG devono scegliere tra l’Italia e gli scafisti.

 

La questione migranti è, lo affermo da anni, una forma contemporanea di tratta degli schiavi. Il buonismo cattolico senza condizioni, di cui Papa Francesco è il massimo esempio, e la solidarietà internazionalista di un superstite vetero-marxismo nostalgico, ha inficiato per anni i termini da usare verso un fenomeno di dimensioni gigantesche.( faccio notare un cambiamento terminologico usato dai mezzi d’informazione: da rifugiati e immigranti a migranti) Nel frattempo si è consolidato un sistema di vendita di essere umani che frutta, secondo gli ultimi dati resi pubblici, la bellezza di 30 miliardi di euro!!! Le Organizzazioni non Governative, malgrado le buone intenzioni, sono parte del problema ed hanno l’obbligo di rispettare le leggi del Governo italiano. Punto e basta. Se svolgono un ruolo diverso e parallelo, in combutta con gli schiavisti, le ONG vanno semplicemente messe davanti al dilemma: scegliere l’Italia o gli scafisti. L’Italia ha il diritto/dovere di scegliere chi far entrare sul suo territorio, come fanno tutti i paesi di immigrazione. Sì all’immigrazione selettiva e legale, che favorirà l’integrazione, no all’invasione illegale che porterà alla guerra tra i poveri sul territorio italiano. Il buon senso comincia ad emergere. Prevarrà?

Filippo Salvatore