In morte di Gilda Pollutri ved. Fiore

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo, esprimendo le nostre  più sentite condoglianze ai parenti tutti.
Peppino Tagliente e Redazione

zia Gilda _cover“Si sono tenuti ieri a Vasto, presso la Chiesa di Sant’Antonio (Parrocchia di S. Pietro), i funerali di Gilda Pollutri, vedova Fiore, spentasi all’alba del 03 agosto, dopo breve ma esiziale malattia, alla bella età di novantadue anni.
Ampia e commossa la partecipazione al sacro rito funebre, celebrato da don Antonio Bevilacqua per l’ultimo saluto e per la confortante preghiera ecclesiale.
Fra i presenti naturalmente, assai provati e commossi i  figli Peppino, Teresa, Silvana e Anna Rita, la nuora Eva, i generi Antonio e Silvano, che l’anno assista con affetto e cure sino alla fine, nonché i tanti nipoti e pronipoti, (compreso la più piccola, Serena) che in vita usavano contornarla e nel caso festeggiarla con tanto affetto e rispetto. Attorno ai famigliari si sono stretti molti parenti della sua numerosa, larga quanto unita famiglia, i molteplici amici e conoscenti.

Donna forte e  volitiva, pur sempre rispettosa degli altri, affettuosa e fattiva sposa di un coniuge venuto meno prematuramente, madre attenta e premurosa, la cara Gilda è da indicare e commemorare come prezioso esempio umano e cristiano. Costantemente capace di affrontare, per il bene dei propri cari, difficoltà e avversità, dolori e dispiaceri, con spirito di abnegazione, di personale sacrificio se necessario, sempre confidando nella divina Provvidenza, raccomandandosi ritualmente e quotidianamente “a Gesù e alla Madonna”, ivi compreso … “Sant’Anna benedetta, la madre di Maria” (com’è nella tradizione popolare dei vastesi). Attivandosi e prodigandosi personalmente, non meno, per i detti bisogni della casa e, per molti anni, anche dell’attività tipografica che il marito aveva avviato quale risorsa economica della famiglia generata e in crescita.

funerale zia Gilda (040818)

Ancora questo un rito funebre religioso in cui si celebra la vita e non la morte e con il quale i famigliari del defunto e l’intera comunità di riferimento, come religione cristiana vuole, consolidano, a volte riallacciano, reciproci e benefici rapporti umani e sociali. Una circostanza in cui si prega Dio per i vivi, non meno che per il defunto, per la salvezza dell’anima di chi non è più tra i vivi, affinchè la sua persona resti a lungo – se meritevole, come chiaramente  è stata la cara zia Gilda – nella mente dei propri cari e di molti, nei battiti del cuore di ciascuno. (gfp)