Il razzismo secondo il PD

CONTRODINECOMPAGNI cesso

Nella foga di attribuire a questo governo ed a Salvini in particolare la responsabilità dell’aggressione  alla atleta … nero-azzurra, i compagni, a riprova della loro disonestà mentale, non hanno neanche rispolverato il famosissimo “contrordine compagni” di Giovannino Guareschi che si faceva beffe dello stato di ottusità mentale dei comunisti per i quali esisteva il motto “Obbedienza pronta, cieca, assoluta” (malamente mutuato dall’altrettanto celebre “credere, obbedire, combattere”). Neanche la decenza e l’intelligenza (sarebbe bastato un Q.I. = 50) di aspettare qualche elemento in più per attribuire la vigliaccata ad un gesto sconsiderato, ad una ragazzata, ad una vendetta personale! No! visto che era stata colpita una donna di colore non poteva che esserci una matrice razzista alimentata da quel “fascistone razzista” di Salvini!  C’è voluto poco perché le isterie antirazziste di Martina e di quell’universo-mondo di benpensanti fossero clamorosamente sbugiardate: dovrei dire “sputtanate” visto il livello culturale di chi si affannava a vedere in questo governo i continuatori delle leggi razziali. La notizia che si è trattato di una ragazzata commessa da chi ha confessato ha sorpreso tutti quelli che hanno creduto alle versioni della ragazza, del padre e di Martina (un nome per tutti, tanto sono tutti uguali, fatti con la stessa formina usata dai bambini sulla spiaggia): ma la notizia vera è un’altra, anzi sono due ed entrambe dovrebbero far riflettere una comunità di presuntuosi. La prima notizia riferisce che, come da qualche parte era stato ipotizzato, si è trattato di una ragazzata, una goliardata dicono loro, di tre appena diplomati, in pratica “maturi” (?) che festeggiavano a modo loro, ripetendo quello che avevamo già fatto in almeno altre sei occasioni, sempre con lanci di uova ma MAI, fino ad allora verso gente di colore. Un’altra riflessione si può riferirla alla stessa Daisy Osakue che sembra sia iscritta al PD ed ancora al padre di Daisy, Iredia, tipo poco raccomandabile considerando che per i giudici di Torino era a capo di una banda di nigeriani che si occupava di spaccio e prostituzione per cui sembrerebbe essere stato condannato a 5 anni e 4 mesi, entrambi hanno apertamente parlato di razzismo. A fronte dunque delle indagini, a voler usare il metodo Martina, si può dar luogo ad una generalizzazione e affermare senza tema di essere sottoposti a TSO che i ragazzi hanno simpatie di sinistra, uno è anche figlio  (degenere!!!) di un consigliere comunale del Pd e quindi a sinistra e nel PD sono razzisti: inoltre tutti i nigeriani sono dediti a spaccio e prostituzione.  Che ci siano dei razzisti in Italia non lo metto in dubbio ma credo che questi siano presenti in ogni nazione, così come esiste un razzismo opposto, per esempio in Sud Africa da cui i bianchi stanno fuggendo. E siete tanto sicuri che tra i compagni non ci siano razzisti? Beh noi siamo seri non possono bastare alcuni episodi per rimostrare tesi confezionate per sollevare “le pizze” (scusate, compagni, volevo dire “le piazze” – Copyright di Guareschi)! Si possono dire certe castronerie? Certo noi no! ma l’episodio dimostra una presunzione di colpevolezza frutto di sillogismi cari alla sinistra. Tra l’altro ieri un “povero immigrato marocchino”, con  regolare visto, picchia e violenta una ragazza a Rho: diciamo che tutti i marocchini sono stupratori ? Certe generalizzazioni le lasciamo volentieri ad idioti politici, noi siamo altro!

Elio Bitritto

P.S.  Il giornaletto dei vescovi, dopo aver dato un risalto da scoop mondiale alla vicenda Osakue, ieri non ha avuto neanche il pudore di ammettere la bufala e si è limitata a scrivere il trafiletto “arrestati i tre giovani autori del gesto”. È un giornale attendibile? Fate voi.