Dell’ordine e dell’accoglienza. Falso il primo non meno della seconda

Lettera aperta

Caro Direttore,
uno spera sempre che qualcosa nella propria vita, nel proprio paese&Paese, se necessario, possa mutare. E se questo è vero e lecito sperare, con il nuovo governo francamente mi aspettavo di più. Mi riferisco agli “usi e costumi” pubblici di quelli un tempo denominati “vu cumprà”. Parlo degli “etnici”, in particolari africani e asiatici che da anni, in vario modo pervenuti e stabilitisi in Italia, impunemente espongono e vendono merce (spesso paccottiglia, sempre taroccata) per ogni dove. Notoriamente esercitano abusivamente tale ‘professione’, non hanno licenza di sorta per occupazione di suolo pubblico, non pagano nulla di nulla al fisco (… meno che mai all’ineffabile Boeri dell’Inps). E tutto questo, come suol dirsi “alla luce del sole” o dei lampioni pubblici, “alla faccia” di leggi, di norme, di decoro, e talvolta delle stesse forze dell’ordine … appositamente (eccezionalmente) “schierate”.

A Vasto nella prima decade di luglio, tutto quanto qui indicato l’ho visto porre in atto, dall’una e dall’altra parte, non diversamente dagli anni scorsi, al tempo dei governi (e delle amministrazioni locali) che si dicono dell’accoglienza, … della buona scuola, del buon lavoro, della buona (o quale che sia) occupazione, del buon fisco, (del buon canone rai-tv), dei buoni diritti civili, della buona (seppur bocciata, e bocciato) Costituzione, del buon e unico premier …
Forse è troppo presto per capire cosa nei prossimi mesi avverrà, perché in ogni luogo d’Italia, sin da ora, fosse fatto presente da parte del nuovo ministro dell’interno, che … l’aria deve cambiare, che i comportamenti, in uno stato civile e di diritto devono essere altri.
Ieri sera, invece, passeggiata alla Marina, con mia sorpresa non vedo i soliti etnici che occupano a proprio piacimento pavimentazione e sedute del Lungomare Cordella con la nota e, diciamolo, ben richiesta merce. Capisco la ragione del cambiamento (possibile quando si vuole, si sa) vedendo che in prossimità  della Medicina Turistica staziona l’auto di servizio della Polizia Locale.

Polizia L al Cordella_luglio2018
Tutto bene dunque? La disposizione – mi son detto, ho voluto pensare – di dover mettere finalmente ordine e legalità nel commercio ambulante o fisso è stata trasmessa tramite Prefettura ai notoriamente distratti e permissivi amministratori pubblici? Ma nello stesso tempo, nella stesse ore, portando i miei passi sul consecutivo lungomare Duca degli Abruzzi, vedo che alla luce di una nota concessione balneare dal nome esotico sudamericano due, tre, quattro di questi “etnici” stanno tranquillamente lì con le loro merci a terra e con gli immancabili clienti attorno. Ci si vede poco (giacché questa è l’illuminazione che da anni è data a tale luogo!), pure qui costoro, allontanati dal contiguo e presidiato Cordella, possono continuare a proprio piacimento la detta attività abusiva e illegale. Come del resto avviene ancora e sempre sulla spiaggia, di giorno.
Abusivi al Duca Abruzzi_luglio 2018
Al che, Direttore, mi chiedo, tornando all’inizio della mia segnalazione: dov’e sta il Cambiamento democraticamente richiesto e sancito con voto dalla gente? Ancora e sempre le forze dell’ordine comandate alla funzione sopradetta, considerano tale area fuori della loro portata e intervento, o questo è, purtroppo, se non una finzione un evidente formale adempimento al comando ricevuto? Doverlo accettare, giacché incide su quel che il cittadino (non meno che gli stranieri) deve pensare delle leggi e delle istituzioni pubbliche, impunemente “messe sotto i piedi”, è di una tristezza indicibile.

In questa mia esternazione vale la pena annotare che non c’è malanimo alcuno verso questi venditori abusivi, dall’attività marcatamente e per più aspetti illegale. Non vuol dire che umanamente non si comprendono le ragioni che li spingono a delinquere, ad approfittare dell’evidente lassismo dei nostri tutori della legge e delle autorità da cui dipendono. Vuol dire, semplicemente voler credere che leggi e disposizioni, regole e i dovuti, civili e ordinati comportamenti, deve essere abitudine consueta e rigorosa di quanti fanno parte della Comunità. Deve essere imposto, con le previste sanzioni se necessario, a tutti, quale che sia la nazionalità e il …colore della pelle! Diversamente ci troviamo di fronte ad uno Stato che si fa rigoroso e inflessibile per chi è disponibile all’osservanza, ma diviene inspiegabilmente inetto e omissivo a fronte di chi – italiano o straniero – trova mille ragioni per trasgredire e delinquere. Come dire, “… basta farlo di nascosto”!

Come Lei sa, Direttore, non è questo, per restare al tema specifico, un bel o giusto modo di “accogliere” e “integrare”. Non proprio questo può essere il modo di educare la nostra stessa popolazione, i giovani soprattutto. Se è vero che si va verso una società multi etnica anche in Italia, mi par di pensare che voler e tenere nella società e sul territorio ordine e legalità, privata e pubblica, è un principio base da tutelare e da far rispettare. Comunque, nei confronti di ciascuno e di tutti.

(lettera firmata)

vu cumpra in riva2018