Scontri, legalità e accomodamenti tra migranti e società di accoglimento.

 

Migranti-gettati-in-mare Scontri tra residenti italiani e ‘profughi’ o ‘ migranti’ a Roma Nord, a Milano, in Calabria, nel casertano ed in altre parti d’Italia.

In un ‘Italia in piena crisi economica, con 5 milioni di indigenti ed altri milioni a rischio povertà, le tensioni per occupare lo stesso spazio tra i ‘nativisti’ e gli ‘immigrati’ sono inevitabili. Per decreto ministeriale o del prefetto una comunità vede arrivare sul proprio territorio all’improvviso e senza essere stata consultata, persone per colore della pelle, il segno più evidente della differenza, per abitudini alimentari e religiose, per comportamento sociale e modo di vestire. . Un incontro del genere si trasforma in uno scontro, perché la gente si sente aggredita a casa propria.
Va subito chiarito, però, che c’è chi tra gli italiani, ci guadagna lautamente sulla questione delle migrazioni illegali dal Medio Oriente, dall’Africa sub-sahariana e dall’Oriente. Le migrazioni sono un grande business ed è proprio il lucro immediato dei pochi, ma ricchi ed influenti, che rende il fenomeno dell’immigrazione illegale una questione tanto delicata ed una soluzione semplice tanto difficile da trovare. Gli interessi economici in gioco sono tanti ed enormi.
Ci sono i ‘terzo-mondisti’ tardo-marxisti o i buonisti cattolici, dal Papa, ai vescovi, ai preti, che predicano che ‘ siamo tutti fratelli’ e che, almeno a parole, sono pronti ad aprile le porte e permettere a chiunque riesca a superare la ‘ prova del mare’ di venire a vivere in Italia per fare cosa? Diventare schiavi, prostitute, piccoli e grandi criminali? Vanno anche prese in considerazione le norme europee, come il trattato di Dublino, che obbliga il paese dell’UE dove i ‘migranti’ arrivano ad occuparsi di loro. L’Italia, che è la porta d’entrata o il confine geografico dell’Europa meridionale, è il punto di arrivo più vicino dall’Africa del Nord.
Così come stanno le cose, è ovvio che l’Italia e l’Europa in genere, non sono preparate ad accogliere l’eccedente demografico di un continente come quello africano in piena esplosione demografica. Stiamo vivendo l’inizio di spostamenti enormi di gente dal sud sotto-sviluppato verso il nord industrializzato del pianeta. Le migrazioni illegali e la guerra santa, ossia lo scontro tra il fondamentalismo islamico e i paesi di tradizione cristiana, sono già e lo diventeranno sempre di più nel corso di questo secolo, le due questioni epocali a cui si dovrà cercare di trovare non una soluzione, perché in pratica è difficilissimo, anzi impossibile trovarla – la fame ha ragioni che la ragione non ha – e farlo pacificamente, mediante necessari accomodamenti.
L’Italia faccia valere al più presto, e questa sembra essere la strada scelta dal nuovo governo, quello che paesi d’immigrazione come il Canada o l’Australia fanno valere. NON entra chiunque come e quando vuole sul suo territorio. Stabilisca delle quote annuali di immigrati o profughi per ragioni economiche o umanitarie e li faccia arrivare con tutti i crismi della legalità. Ciò eviterà di vedere l’immigrato come un fuorilegge che viene sfamato a ufo dallo Stato senza lavorare. Si eviti soprattutto di fare delle migrazioni un sistema di sfruttamento, di nuova schiavitù nelle mani della criminalità organizzata. Solo così,, c’è da sperare, si riuscirà a trovare un modus vivendi tra diritti e doveri sia del migrante o del rifugiato politico che della società di accoglimento.

Filippo Salvatore