Sulla futura identità comune europea

europa a due velocitàLa crisi economica greca nel 2015 ha condotto l’Unione Europea ad un bivio. Deve scegliere e promuovere gli elementi costitutivi della sua identità. Può restare quello che è : un insieme di Paesi che aderiscono al libero mercato delle merci e della mano d’opera rispettando, più o meno, regole economiche imposte rigidamente dal sistema bancario e dalla burocrazia. È sempre stato il modello britannico di (non)appartenenza all’Europa che sta trovando una più ampia adesione anche in altri Paesi. E non sorprende affatto che il Regno Unito abbia indetto un plebiscito nel 2016 per decidere se restare o meno parte dell’UE e sia stata la Brexit ad avere la meglio. È la difesa degli interessi nazionali. contro lo strapotere degli interessi bancari. Ma A. Spinelli nel suo Manifesto di Ventotene ed i padri fondatori nel Trattato di Roma nel 1957 parlavano di un”Europa dei popoli, affratellati da valori comuni, che trovano nella componente classica/ cristiana il loro fulcro. Un ‘Europa quindi che con il passare degli anni sarebbe dovuta diventare la Patria comune delle sue varie componenti nazionali dal Polo Nord a Lampedusa. Questo processo di crescita è avvenuto, purtroppo, solo in minima parte. La crisi economica ha reso evidente anche e soprattutto la crisi di valori comuni. Pericle non riesce a dialogare con Lutero, né Cicerone con Cromwell.
La difesa degli interessi nazionali è un atteggiamento giustificabile, ma fondamentalmente di ripiegamento, non di crescita. Se non si riesce a superarlo l’Unione Europea NON ha più ragione di esistere in quanto si riduce ad una semplice sovrastruttura amministrativa. Se prevarrà questa seconda visione l’Europa sarà condannata nel medio termine alla litigiosità, al pericolo di una ennesima guerra fratricida, alla inevitabile soggezione agli interessi di potenze come gli USA ed emergenti come la Cina. L’Europa economica ed amministrativa attuale sarà veramente Europa quando riuscirà a vedere nella sua componente continentale e soprattutto mediterranea, da non vedere come confine, ma come centro, le due interfacce della sua identità. Il tema centrale delle prossime elezioni europee nel 2019 verterà sull’identità futura dell’UE.

Filippo Salvatore