Palazzo d’Avalos trasformato in cucina. In pericolo i quadri.

Uno scandalo ma anche un attentato ai tesori custoditi nella Pinacoteca e nei musei civici

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Si può trasformare Palazzo d’Avalos in una cucina da campo per “soldataglie” affamate? Quel che ho visto stasera eguaglia lo sfregio che il bel palagio del magnifico principe subì ad opera dei saraceni nel 1566.

Mentre al piano di sopra si celebra il grande Filippo Palizzi con una bella mostra retrospettiva (nella quale tuttavia non figura ancora il quadro del Diluvio Universale che forse soltanto a settembre approderà a Vasto) nella sala Michelangelo ai piani bassi si installano forni e fornelli e si ungono pentole e paioli.

Un vero e proprio vilipendio della cultura ridotta al rango di bassa cucina, ma anche un attentato in piena regola ai tesori che Palazzo d’Avalos custodisce.

Una domanda mi pongo: e se dovesse, Dio non voglia! scoppiare un incendio? se dovesse scoppiare una delle tante bombole di gas impiegate per preparare sagne con Ventricina, che ne sarebbe di loro? Quale la loro sorte?

Io per protesta stasera non partecipo alla presentazione del volume su Palizzi che viene presentato nella Pinacoteca.

Non mi va di vedere Palizzi in odore di Ventricina, piuttosto che in odore di santità artistica.

Giro la nota alla Sovrintendenza ai BB AA perchè intervenga, se ritiene.

Peppino Tagliente