Macron, ovvero l’Avaro

Macron e i gay

Tutti conoscono una delle commedie più brillanti di Molière “L’avare ou l’ école du mensonge”: questa è ambientata a Parigi nella casa di Arpagone un vecchio vedovo alle prese con i matrimoni combinati dei suoi figli. Un personaggio che cela e svela sentimenti contrastanti che capovolgono il senso delle situazioni, un personaggio, dunque, che si attaglia perfettamente alla figura di Macron ed ambientato in quello che può essere l’Eliseo odierno, il Teatro di Palais Royal dalla “Troupe de Monsieur, frère unique du Roi”.

Questa premessa per tratteggiare questa figura di … che rimprovera un ragazzino colpevole di chiamarlo confidenzialmente  “Manu” e non “Monsieur le President”, che non si fa specie di farsi fotografare con un gruppo di gay variamente acconciati forse perché in quel momento non era “Monsieur le President”.  Ma torniamo all’avaro che appare definizione particolarmente tagliata su misura per il bulletto francese: il sito “Open Migration” aveva fatto notare come il governo del bulletto aveva versato al “Trust Fund per l’Africa” istituito dall’UE nel 2015 la cifra di tre milioni di euro l’anno, in totale 9 milioni che potrebbero anche apparire congrui o tanti (Slovenia, Bulgaria, Lettonia e Lituania ne hanno versati 50.000) ma che, confrontati con i soldi erogati da altri stati, appaiono la dimostrazione evidente di quella che volgarmente viene definita “micragna”. Restando in tema, si apprende, dalla lettura dello stesso sito, che l’Olanda ha versato 26 milioni, la Germania 54 e quei senza cuore degli italiani appena 102 milioni di euro. Se poi aggiungiamo che questa nazione continua ad avere un atteggiamento colonialista in Africa Centrale e Settentrionale (basti vedere il Ciad e  la destabilizzazione della Libia) è facile trarre la conclusione che la nazione ed il governo più “vomitevoli” (per usare un aggettivo caro ai francesi) parlano francese. Il fatto è che si sono convinti, in base ad arcani meccanismi che escludono comunque l’uso del cervello, che il problema immigrati non sia di loro competenza per cui se ne lavano le mani: non si accorgono, però, che usano il bidet, con tutto quel che ciò significa.

Elio Bitritto