Le gabbie ‘umanitarie’ d’Europa

migranti_accoglienza EU
Se nelle Americhe il cerbero della situazione è il presidente Usa, Donald Trump, colui che orribilmente mette nelle gabbie i figli minori di chi tenta una migrazione dal sud, legalmente non permessa o non autorizzata, contemporaneamente (ed anzi da anni), in Europa – quella che fa affari con una stessa moneta, fra stati diversi e con tanti sovrani, che impone norme e vincoli seppur peregrine, non condivise o non accette, che si dice Unione e non lo è, che predica ad altri, presuntuosamente per tutti, il verbo dell’accoglienza, dell’integrazione – senza ritegno e con ‘vomitevole’ protervia, sui propri non dimenticati e mai cancellati “confini” alza nuovi muri, filo spinati, variamente teorizzate barriere, pone in atto inumani, ipocriti, polizieschi e persino provocatori respingimenti dei profughi e migranti, cui si dice : “Questa nostra e la vostra casa” (… ovviamente nei porti e nei territori degli altri)!

In tal modo, minata alla base da insensati “Trattati”, di bilaterali o unilaterali accordi dei partners franco-bruxelliani-tedeschi, l’idea della semplicemente e sempre auspicata “Europa Unita” appare frantumata se non del tutto tramontata.
Ma, se questo è ciò che realmente si teme, se il sempre citato “Sogno dei padri” resta obiettivo comune, è il momento che ci si guardi negli occhi, per dirsi se (poveri o ricchi nelle economie, centrali o periferici nel territorio) si vuole realmente stare … Insieme. E a quale vero, autentico e sostenibile scopo.

Attualmente, che questo realmente si vuole è da dubitarne, considerato l’andazzo e le “voci di dentro” di queste ore. Non perché si è stupidi (anche se la furbizia, malcelata ma puntualmente posta in atto da alcuni stati membri, non è da dirsi intelligenza), ma perché, con evidenza, il principale verbo di Cristo “Amatevi l’un l’altro, come io ho amato voi” (…e anche qualcosa di meno eroico), non a caso, non sta, non si è voluto che fosse compreso e citato nella Carta fondamentale, nelle ragioni istitutive dell’Unione. Tanto meno nelle coscienze dei suoi abitanti, soprattutto dei suoi distinti, divisi e contrapposti Governanti, dei poco o nulla democraticamente eletti Commissari.
Un peccato originale che stiamo fatalmente scontando.

GFP