Ravasi e “lo straniero” … che non abbiamo accolto!


“Ero straniero e non mi avete accolto”! Vangelo di Matteo 25,43.

0ravasi_su tweetter Così Mons. Gianfranco Ravasi, ieri, 11 giugno, quando la coscienza nazionale e europea si dibatteva nel dilemma posto dal problema, insolito e inaspettato, di chi fosse il compito di accogliere i migranti salvati in acque internazionali del Mediterraneo e imbarcati dalla nave di una ONG (Aquarius), che solitamente fa da spola ‘umanitaria’, tra gli “scafisti libici” e i porti italiani, per il trasporto dei profughi e migranti di varia etnia e provenienza.

Va da sé che in molti, come leggiamo in Rete, a fronte di tale evangelico ma sorprendente tweet del noto ecclesiastico, si sono posti l’interrogativo: L’evangelico monito vale soltanto per l’Italia, e da quando? Da quando – ci si chiede – l’alto prelato romano, normalmente intento a fare mediatiche lezioni catechistiche fra i banchi di chiese aperte alle tv, o con tweet-pensierini del giorno, si è reso conto che il fenomeno migratorio, in atto attraverso il mar mediterraneo, pone innumerevoli problemi d’umanità e di civiltà agli stati, come alla gente quotidiana?  Perché solo ora, al primo No dell’Italia a “essere lasciata sola” per egoismo e ignavia dal resto d’Europa (di cui è parte integrante e rilevante),  Mons. Ravasi si occupa e preoccupa, con evidenza a senso unico, di tale drammatico e complesso, quanto nei suoi effetti spinoso fenomeno?

A dir la verità, del  chi e del come lo “straniero” viene o no accolto dagli stati di una detta Unione Europea, la Chiesa Cattolica, attraverso il suoi vescovi ‘romani’ e dei sacerdoti e parroci nei territori se ne occupa normalmente e anche direttamente. Liberamente come altre organizzazioni, di certo, secondo il basilare principio della carità cristiana soprattutto, ma – dispiace dirlo – spesso affiancando  e supportando scelte sociali e governative di forze politiche che nei loro atti e leggi poco o nulla promuovono o difendono principi e valori morali che un tempo la stessa riteneva “non-negoziabili”, in quanto non corrispondenti o non in linea con la fede e la pratica cristiana.

Non possiamo sapere (noi che non frequentiamo i Palazzi e le Curie) da cosa nasca e dipenda questo inaspettato e implicito richiamo all’osservanza della legge cristiana, da parte del Monsignore. Di certo, per uno che da intellettuale ecclesiastico, con le sue lezioni televisive, ha l’abitudine di illustrare e non solo impartire i principi della fede, buttare lì, come qualsiasi altro tweettante, senz’altro dire o precisare, un noto amaro monito di Cristo, appare inspiegabile da un lato, ma con tutta evidenza volto a fustigare chi non è nominato, ma che tutti possono intendere: ovvero il nuovo governo italiano per la sua ‘sorprendente’ azione, se non per gli intendimenti programmatici a tutti noti.

Libero Stato in libera Chiesa!
Il principio è ancora attuale, vale sempre?

Io penso che sì, che ancora dev’essere praticato, comunque, nel rispetto dei popoli oltre che dell’essere umano, nella convinzione (‘laica’, non fideistica) che se il Padre nostro che è nei cieli non può che avere amore e attenzione per ogni sua creatura, come per ogni erba o fiore dei campi (… parole di Gesù), un ecclesiastico, da parte sua, non può e non deve prendere parte all’agone politico e sociale, se non ‘predicando’ a tutti e sempre, il verbo divino e gli insegnamenti evangelici.

Se i fautori dei “diritti” senza limiti né doveri (evangelici o laici secondo opportunità o convenienza) ci consentono di affermarlo, a ragione possiamo dire – dopo anni di “accoglienza” confusa e frustrante, per gli uni come per gli altri, più o meno imposta e per alcuni variamente lucrante, di atti eroici da parte dei marinai d’Italia per il salvataggio in mare di chi ha scelto di migrare in Europa affidandosi ai “mercanti di esseri umani”, di anni di sacrifici economici a carico di una collettività nazionale che vede tanti e tanti suoi abitanti in drammatica disoccupazione e crescente povertà – che nessuno può dare al popolo italiano lezioni di umanità e solidarietà, non di certo un burocrate Commissario europeo, non gli ipocriti governanti degli stati per nulla …fraterni e men che mai solidali membri, ma neppure un importante prelato di Santa Romana Chiesa.

GFP

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