Rocca di Mezzo. Conclusa la 72esima “Festa del narciso”

 

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E’ forse un po’ tardi fare il resoconto di una festa che si è conclusa il 27 maggio ma ci tengo in particolar modo perché io amo questo genere di manifestazioni ed auspico che se ne possano svolgere ancora tante. Nel precedente articolo ho raccontato della nascita di questa bella tradizione ed illustrato come ci si accingeva a preparare i vari carri. Poi però ho trovato uno scritto di una giovane ragazza della Rocca ed ho deciso di riportare le sue parole per farvi entrare direttamente nell’atmosfera che si respira nei giorni precedenti la sfilata. Alessia, questo è il suo nome scrive così: ” Maggio, per molti è solo il quinto mese dell’anno, il mese dei fiori, è il mese del narciso, è il mese della nostra tradizione. Maggio inizia con un fare un po’ svogliato. I vari gruppi, indecisi, si riuniscono per valutare se partecipare o meno. Alla fine solo pochi decidono di portare avanti la tradizione e, sempre con fare svogliato, si riuniscono di nuovo per mettere a punto “Il soggetto del carro”! Piano, piano, sera dopo sera, nasce o meglio risboccia in ognuno di noi la voglia di dar vita a quel soggetto, ai costumi, alle scene, curare tutto in ogni minimo dettaglio ed è così che, sempre più spesso, ogni gruppo di amici si riunisce per lavorare ma non solo, si organizzano cene con la scusa che “Mangiamo al carro stasera che così facciamo prima”! In realtà tutti sappiamo che la cena, al contrario, allungherà i tempi ma anche che fare il carro è proprio questo: E’ stare insieme, ridere, scherzare, divertirsi. Attenzione non è tutto rose e fiori, allestire il carro è anche tensione, ansia di non finire in tempo, urla sovrumane quando per la centesima volta ti chiedono se si possono comprare le bombolette gialle, il budget che potrebbe essere sforato, è lamentarsi perché si lavora in pochi ma in fin dei conti si è felici così, è l’eritema che ti viene per l’allergia al narciso ma non si molla e si va ugualmente a coglierli. La bellezza di questi preparativi sta negli occhi dei bambini che ti guardano e ti abbracciano forte prima del verdetto finale, gli stessi bambini che ti ringraziano per essersi divertiti e se un bambino appena sveglio pensa felice a tutto questo, vuol dire che la vera vittoria già l’abbiamo avuta perché, quando decidi davvero di realizzare il carro, alla fine ti ritrovi ad investire tutte le tue energie, tutta la tua forza, tutta la tua anima e tutto il tuo cuore. Poi arriva il lunedì, le pulizie e l’ultima felice arrostata ma è il martedì che capisci davvero quanto tutto questo già ti manca e che già non vedi l’ora che torni di nuovo il nostro Maggio. Mai come quest’anno, il martedì per me è stato così nostalgico”! Conclude così Alessia il suo racconto e fa bene al cuore ascoltare questi giovani che non solo non pensano di abbandonare il paese ma che si prodigano con grandi sacrifici a non far morire questa bella tradizione. Io aggiungo solo che la domenica, puntuale, è arrivata la sfilata ed insieme ad essa la pioggia che quasi tutti gli anni si presenta come se fosse stata invitata proprio all’ora in cui i carri cominciano a muoversi. Quest’anno sono stati tre quelli realizzati dai gruppi di Rocca di Mezzo ed uno arrivato da Ovindoli, dopo tre anni nei quali non aveva partecipato. Dicevo della pioggia che ha rallentato un pò la manifestazione ma nessuno degli spettatori “ha mollato il posto” così faticosamente conquistato prima dell’inizio, anzi all’improvviso c’è stato un fiorire di ombrelli che hanno colorato ulteriormente la piazza già piena dei colori dei carri e dei partecipanti. Dopo una votazione della giuria tecnica e di quella popolare è stato reso noto il nome del vincitore: Il carro dal titolo “Miele…Melissa e mer..”, dove merd.. sta per augurare buona fortuna, si è classificato al primo posto, seguito da quello di Ovindoli, e dagli altri due dei gruppi di Rocca di Mezzo uno dei quali realizzato da tanti bambini guidati dalle mani esperte dei più grandi. Come ogni anno io ero lì, in quel posto che per poche ore diventa incantato e che ci porta a credere che veramente ci siano ancora fate e gnomi che riescono a farci sentire che il mondo è ancora bello nonostante le cose brutte che accadono e che, per poche ore, ci trasporta nel regno della fantasia dove ognuno di noi si dovrebbe rifugiare quando la triste realtà delle nostre giornate prende il sopravvento.
Anna Maria Orsini