Rigopiano. Notificati 14 avvisi di garanzia

La Procura di Pescara accusa il presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso, il sottosegretario alla Protezione civile, Mario Mazzocca, il responsabile della sala operativa dei Protezione civile, Silvio Liberatore, e il dirigente del servizio programmazione attività Protezione civile, Antonio Iovino,

The ruins of Hotel Rigopiano, in a photo of 26 January 2017. The last two bodies of people missing from the avalanche-hit Rigopiano Hotel near the Abruzzo town of Farindola were retrieved by firefighters in the night between Wednesday and Thursday, raising the final death toll from last week's disaster to 29. Eleven survived the disaster. Nine, including all four children at the four-star hotel, were pulled out alive from the rubble and snow by rescue teams. ANSA/ ALESSANDRO DI MEO
The ruins of Hotel Rigopiano, in a photo of 26 January 2017.

Gli indagati “determinavano le condizioni per il totale isolamento dell’Hotel Rigopiano” e “attivavano tardivamente” il Comitato Emergenze. È uno dei passaggi delle accuse formulate dalla Procura di Pescara, a carico del presidente della Giunta regionale abruzzese Luciano D’Alfonso, del sottosegretario alla Protezione civile, Mario Mazzocca, del responsabile della sala operativa dei Protezione civile, Silvio Liberatore, e del dirigente del servizio programmazione attività Protezione civile, Antonio Iovino, in relazione alla gestione dell’emergenza. Le condizioni dell’Hotel Rigopiano, quel 18 gennaio del 2017 quando una valanga travolse la struttura provocando 29 morti, erano “comunque tali – scrivono i magistrati – da impedire che la strada provinciale dall’hotel al bivio Mirri, lunga 9,3 chilometri, fosse impercorribile per ingombro neve, di fatto rendendo impossibile a tutti i presenti nell’albergo di allontanarsi dallo stesso, tanto più in quanto allarmati dalle scosse di terremoto del 18 gennaio”.