L’affare Savona

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Se la famosa piattaforma Rousseau avesse interpellato i suoi adepti un mese fa e avesse chiesto di dare una valutazione su un eventuale Ministro delle Finanze indicando dieci nomi , neanche uno sul famoso milioni di “collegati” avrebbe fatto il nome di Savona.
Se , a proposta fatta al Presidente della Repubblica del nome di Savona, fosse stato chiesto di dire chi fosse (senza andare a vedere internet) nessuno ne’ della Lega ne’ degli altri partiti avrebbe potuto dare una risposta.
All’età di 82 anni compiuti, a distanza di venti anni dal suo ultimo incarico, questo Professore viene contattato per ricoprire la carica piu’ importante in un Governo, mai citato durante la campagna elettorale durata sei mesi ,mai intervistato da uno dei cento canali tv.
Dunque oggi, un cittadino qualunque (cosi il vostro cronista) si deve pur chiedere il perche’ si sia arrivati a questa proposta. E come ci si sia arrivati.
Da dove e’ venuta la fonte della proposta.Come e ‘ maturata in un club di due o tre persone massino quarantenni ?
La seconda domanda e’ il perche’, e qui la risposta e’ piu’ chiara,
Perche’ e’ un avversario della moneta unica, della burocrazia di Bruxelles (come se la nostra fosse da meno).
E qui si deve fare una considerazione: come puo’ un Presidente della Repubblica nominare un Ministro per “impulsi negativi”. Un Ministro che per definizione e’ contro qualcosa.
Cosi possiamo affermare, primo caso nella storia Repubblicana, che nominiamo alla Difesa un Ministro che e’ contro la costruzione di una Difesa Comunitaria, alle Infrastrutture un Ministro che e’ contro le Società per Azioni, che e’ contro i petrolio. Alla Pubblica Istruzione contro i baroni delle Università.
Un Governo “contro”. Un Governo senza mediazioni. Anzi: contro ogni mediazione.

Gianfranco Bonacci