Diktat e veti

SCONTRO SAVONA

Queste le parole più usate ed abusate che si rincorrono in questi giorni Italia ed in Europa. Che l’establishment italiano sia da anni ostaggio dell’establishment europeo e segnatamente di quello tedesco non è una novità: si fa fatica ad individuare quali sono gli aspetti più paradossali ed indecenti di questa tele…tragedia. Da una parte viene dato l’incarico di formare il governo ad un personaggio che per lo meno pecca di complesso di inferiorità considerate le inesistenti performance nel suo curriculum: dall’altra il cannoneggiamento arriva da personaggi che non possono certo  vantare titoli (anche se a volte lo fanno) come la Fedeli, Poletti, Lorenzin (la quale ultima, pur sapendo di dover traslocare procede alla nomine dei manager per la sanità!). Uno sguardo fugace a Martina che da ministro dell’Agricoltura si è fatto imporre dagli “amici” tedeschi la concessione di dazi nulli ai prodotti nordafricani e accordi come l’EFTA con il Canada (tanto per dare una ulteriore mazzata alla produzione agricola del meridione italiano). Torniamo a bomba: il presidente Mattarella rivendica il diritto di nomina dei ministri e fin qui esercita in pieno un suo diritto costituzionale: io vorrei però sapere quale la motivazione visto che siamo in presenza di uno dei più grandi economisti italiani (certo più di quanto sia Padoan); ma non solo DEVE motivare il suo rifiuto deve anche spiegare perché uno dei temi fondamentali per cui Salvini e Di Maio (ed anche Meloni e Berlusconi) hanno preso una caterva di voti, debba essere ignorato. In pratica il nostro presidente esercita il suo diritto secondo l’art. 92 ma ignora l’articolo più importante, il primo  “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Da modesto osservatore delle cose italiche mi chiedo come e perché il presidente voglia ignorare la volontà del popolo. Tra l’altro questa menata di veti e diktat è partita, a quanto pare, proprio dal Quirinale: alla sola ipotesi del nome “Savona” si è levato il “veto” cui Salvini e Di Maio hanno risposto picche. Non si sa, ma si intuisce, che dietro il veto di Mattarella ci siano i tedeschi che scrivono “Si ostinano sul nome dell’eurocritico radicale Paolo Savona. Questo odiatore della Germania dovrebbe entrare nel governo italiano”, titola Bild. In realtà Bild ed i prussiani mentono spudoratamente sapendo di mentire per il semplice motivo che Savona NON è un odiatore della Germania (semmai il contrario) ma critica una politica economica germanocentrica che si è tradotta alla fine in uno strapotere economico della Germania, nello sprofondamento sistematico dell’Italia, nelle sanzioni sul 3% NON  applicate alla Francia (chissà perché?), nelle mancate sanzioni alla Germania che sfora da sette anni il surplus del 6%  e nella riduzione dell’Italia al ruolo di orticello per le insalate tedesche. Quindi Savona NON vuole uscire dall’euro, NON vuole uscire dall’UE, vuole semplicemente ridiscutere gli accordi, i patti, i trattati che hanno platealmente dimostrato come l’Italia non cresca.

Ed un tipo come Savona saprebbe mettere i puntini sulle “i” molto meglio di Padoan.

Elio Bitritto