La “morale” della Francia

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Comincio con due citazioni rilasciate dal ministro dell’economia del governo francese, Bruno Le Maire: la prima “Se il nuovo governo italiano non rispetterà i suoi impegni sul debito, sul deficit, ma anche sul consolidamento delle banche,  l’intera stabilità finanziaria della zona euro sarà minacciata”; la seconda “O siamo in grado di ridurre le divergenze economiche, o l’euro sarà indebolito o minacciato di scomparire … Gli italiani devono capire che il futuro d’Italia è in Europa e non altrove ma ci sono regole da rispettare”. Naturalmente sono andato a veder se Le Maire aveva pulci ed ho trovato pidocchi. Questi spocchiosi francesi che rompono gli zebedei con lo sforamento del 3%, con il rispetto delle regole sono autorizzati a superare fin dal 2007 il famoso 3% a fronte del nostro 2% circa: cosa rispondere ai mangia-potage? Affido la risposta ai lettori. Passiamo al debito pubblico: qui la risposta è più articolata perché, a fronte del nostro pesantissimo 133%  rispetto al PIL (oltre 2.300 miliardi raggiunti con veri atti di eroismo dagli ultimi quattro presidenti del consiglio, tutti  della stessa griffe) i francesi vantano un modesto  100% circa; ma analizzando il rapporto Debito/Pil negli anni della crisi si scopre che in Italia l’aumento è passato dal 120% al 133%: ma in Francia, nello stesso periodo, è passato dal 64% a  circa il 100%. Se poi aggiungiamo, come è lecito fare anche i debiti di aziende e privati, il debito francese è intorno al 400% mentre quello italiano è al disotto, circa il 360%! Dai pidocchi siamo passati alle zecche! Non contento di delle castronerie dette, l’ineffabile ministro, invece di rivolgersi ai tedeschi suoi compari, si rivolge all’Italia che “non deve smettere il consolidamento delle banche”; in realtà sono i tedeschi NON vogliono avviare l’unione bancaria che garantirebbe una rete di protezione dalle crisi a livello continentale: si aggiunga a questo l’incredibile atto di autolesionismo che prevede per l’Italia, sempre grazie a chi ha governato (?) fino a ieri, il “bail in”, unico Paese in Europa!  O perché non si rivolge alla Germania per risultati opposti a quelli del famoso 3%? Mi riferisco al surplus commerciale dei tedeschi che, per le regole europee non può superare il 6%: ebbene dal 2012 al 2017 ha raggiunto nei vari anni il 7.1, 6.9, 7.5, 8.5, 9,0, 8.7. Questo va bene a Le Maire?  Certo, se va bene a frau Merkel va bene anche monsieur Macron  e graduati.

Chiudo con gli impegni reciproci e mi riferisco alla TAV (cui sono personalmente favorevole): il prossimo governo si appresta a rinunciarvi e l’appello di Le Maire alla necessità di rispettare gli impegni cozza come un Big Bang con gli impegni (leggasi contratti) presi con la Fincantieri che aveva regolarmente acquistato e pagato i Cantieri Saint Nazaire della STX! Diciamo “bugiardo”, magari con pulci e pidocchi e zecche?  Ma sì diciamolo, e diciamolo anche in francese “MENTEUR”. Questa è l’Unione Europea secondo loro e solo secondo loro! Da ultimo ma non per ultimo i nostri “cugini” non ancora si fanno l’esame di coscienza per la destabilizzazione del Nord Africa con Stati Uniti e Gran Bretagna e parlano di “correttezza”: je m’en fous!

Elio Bitritto