Il debito pubblico

debito pubblico

All’inizio del 2010 alla Grecia ed alla fine del 2011 all’Italia, la finanza internazionale (e segnatamente quelle che parlano in tedesco e francese) ha portato un attacco speculativo ai mercati finanziari in grado di imporre tassi di interesse particolarmente elevati allo scopo di ripagare il debito pubblico di Grecia e Italia. La troika (che più troika di così non può esserci) si è inventata un modo di concedere nuovi prestiti sotto forma di quello che venne chiamato “memorandum” concesso in cambio del pagamento dei crediti vantati dalle banche  essenzialmente francesi e tedesche: il tutto naturalmente con un costo costituito da altri alti interessi e soprattutto con misure di austerità in grado di strangolare la già agonizzante economia greca. Quando parlo di “strangolare la già agonizzante economia greca” in realtà mi riferisco alla popolazione greca ed alla sua economia in generale. Tanto è vero che, dopo un momentaneo e prevedibile miglioramento delle condizioni generali, si è verificato il crollo delle attività economiche certificato dal fatto che il PIL è crollato del 25% dal 2010 al 2014. Inoltre, le condizioni di vita della popolazione hanno subito un impatto fortemente negativo. Si sono registrate violazioni crescenti dei diritti economici e sociali e dei diritti collettivi, precarietà del sistema pensionistico, una drastica riduzione dei servizi nella sanità pubblica e nel sistema educativo, un crollo del potere di acquisto. Quale insegnamento deve trarre l’Italia dall’esempio greco? Tutto: per il semplice motivo che i soliti “amici solidali” europei, in particolare Germania e Francia, stanno facendo la stessa cosa con l’Italia e, grazie alla complicità di Napolitano, Monti, Renzi, Letta e Gentiloni ci hanno portato rapidamente nelle stesse condizioni della Grecia. La domanda che non si sono posti i suddetti campioni del politicamente corretto, gli intelligenti, i primi della classe che definire “classisti” è un eufemismo per l’alterigia con cui guardano o trattano gli avversari politici, doveva esser solo una ma se l’Italia è messa così male, se la ricetta della troika non ha funzionato con la Grecia, è ragionevole pensare di usare la stessa ricetta aggravando le nostre già precarie condizioni di “salute”? Allora, se così è per quale motivo l’Europa solidale dovrebbe affossare l’Italia? I suddetti lo sanno benissimo ma insistono pervicacemente nel cedere la sovranità italiana ad una entità che non è neanche politica ma semplicemente monetaria, stravolgendo lo spirito con cui e per cui l’Europa stessa è nata. Io credo che la Gran Bretagna, uscita dall’UE e non dall’euro (in cui non è mai entrata), non debba pagare alcuna penale e tanto più l’Italia che ha già dato tanto, direi troppo, per ritrovarsi a chiedere aiuto a chi la vuole affossare. Quale risarcimento a questa Europa? Per quali vantaggi? Quello della libera circolazione? Quello dell’obbligo   di diventare il ricovero ed in qualche caso la discarica di poveri cristi che non sanno cosa fare, non si integrano, spesso perché non vogliono, professano una religione che è un codice civile e penale contemporaneamente, totalmente diverso da quello italiano, spesso trattati come animali e troppo spesso anche come bassa manovalanza o dediti a prostituzione, spaccio e criminalità diffusa. Questo è l’impegno che l’Europa chiede all’Italia? Ma io dico che se questo o qualsiasi altro governo (ma meglio attraverso un referendum) dovesse decidere di andarsene dall’UE dovrebbe chiedere la separazione per colpa grave, per alto tradimento, per inosservanza o inadempienza degli accordi fondamentali, in pratica per aver sistematicamente violato le norme della Carta fondante dell’Unione Europea … “Unione” di che?

Elio Bitritto