Gli elefanti in vetreria

Avramopoulos 1  Dombrovskis 1  katainen

Classica espressione verbale che sta ad indicare un comportamento inadeguato per il posto o le circostanze in cui si verifica, in modi diversi ma, nel caso che  sto per descrivere, attraverso una assoluta mancanza di discrezione o di educazione politica. Mi riferisco a tre personaggi che hanno perso un’ottima occasione per stare zitti, i quali in un momento di particolare importanza per l’Italia, la difficile formazione di un nuovo governo: si tratta di Dimitris Avramopoulos, commissario con delega all’immigrazione, Valdis Dombrovskis, commissario con delega ad euro e finanze, Jirki Katainen, commissario con delega al Lavoro. Questi tre figuri, evidentemente colti da sacro furore europeista “azionati” dal più “spiritoso” dei presidenti della Commissione, Jean-Claude Juncker, hanno inviato un perentorio messaggio  al presidente Mattarella sollecitandolo a mantenere gli impegni finanziari con l’Europa. In particolare Katainen “il prossimo governo deve continuare a ridurre deficit e debito. Le regole del Patto di Stabilità si applicano a tutti gli stati membri e non ho segnali che la Commissione concederà eccezioni a chiunque”. A questo punto non poso fare a meno di ricordare a questi tre figuri che con un governo “amico” o “succube” come quello che gli italiani hanno sonoramente bocciato e che ha portato superare tuti i record negativi dei precedenti governi grazie alle regole del “patto di stabilità” che l’UE ha imposto all’Italia e che il Pd ha supinamente accettato! Basta così? Assolutamente no! lo “spiritoso” prima citato manda un altro sgherro, “Zorba il Greco” che più di altri dovrebbe  o avrebbe dovuto capire i problemi dell’immigrazione “l’Italia non cambi la sua politica sui migranti”. In pratica l’auspicio (perentorio) di Avramopoulos e di continuare a raccogliere tutti i migranti pur in presenza della farsa della ridistribuzione di questi in tutta Europa, pur in presenza della quasi totale mancanza di sostegno economico, pur  nelle evidenti difficoltà italiane nell’occupazione e nei bilanci! Tre imbecilli che da perfetti commissari intendono “commissariare” l’Italia  addirittura rivolgendosi direttamente al presidente Mattarella che si è ben guardato dal protestare sull’indebita ingerenza dei tre guitti. Gli inglesi, sempre “i primi della classe” hanno un atteggiamento schizofrenico, da una parte il giornale della finanza internazionale, Financial Time, titola in prima pagina “i nuovi barbari alle porte, anzi già a Roma”, dall’altra il Telegraph che fa un’analisi più equilibrata cogliendo la necessità di essere più cauti con i facili teoremi e con soluzioni che non hanno sortito gli effetti sperati.  La morale di questa vicenda è la solita: da una parte ogni imbecille crede, impunemente, di poter indicare quali sono i compiti dell’Italia, tutti finalizzati ad essere funzionali ai desiderata di Germania, Francia e qualche altro elfo del nord: dall’altra i destinatari dei diktat, segnatamente Mattarella, che rientra nel carapace e non proferisce verbo, così come il governo Gentiloni che dovrebbe essere il vero destinatario dei guitti per il semplice motivo che sono cinque anni che menano le danze in prima persona con il solo risultato di un aumento della povertà, e di una disoccupazione ai livelli più alti di sempre.

Elio Bitritto