Scopi dell’UE

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Colgo, fior da fiore, alcuni degli alti scopi che l’U.E. si è prefissata e che … persegue (anche se spesso sembra che … perseguiti!). Ecco alcune delle promesse che gli europei, una parte sostanziosa degli europei, si aspetta che vengano realizzate:

L’Unione offre ai suoi cittadini la libera circolazione delle persone insieme a misure appropriate per quanto concerne i controlli alle frontiere esterne, l’asilo, l’immigrazione, la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest’ultima. La crescita economica equilibrata. Essa rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo.  L’Unione afferma e promuove i suoi valori e interessi, contribuendo alla protezione dei suoi cittadini. Contribuisce alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli,  all’eliminazione della povertà e alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite. In questo florilegio di promesse e dichiarazioni altisonanti voglio sottolineare  intanto i controlli alle frontiere esterne, l’asilo, l’immigrazione, ecc. Bene, allora perché il controllo, l’asilo e l’immigrazione sono in pratica affidati solo all’Italia? Forse è il caso di finirla con il fatto che sono stati  firmati dei trattati perché se sono sottoscritti in un certo periodo storico possono (come è evidente anche ai somari) non essere più validi in un altro contesto storico (o è troppo pretendere che degli statisti capiscano cose elementari, proprie del popolo bue?). Altro argomento è “la crescita economica equilibrata”: c’è qualcuno che possa affermare in buona fede che la crescita economica in Europa sia equilibrata? Passiamo alla “identità”, vale a dire a quella parte che caratterizza, dopo 2.000 anni gli europei “Essa (l’U.E. n.d,r,) rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo”. Ma veramente è possibile che dobbiamo sorbirci questa presa per i fondelli da parte di gentaglia (sic!) che tutto fa meno, che dare attuazione a quanto proclamato urbi et orbi? E non ci siamo ancora accorti della attuazione di quanto l’U.E. proclama “L’Unione afferma e promuove i suoi valori e interessi, contribuendo alla protezione dei suoi cittadini”. Ovvero che  “Contribuisce alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli,  all’eliminazione della povertà e alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite”. Ecco vorrei spiegare perché ho scritto queste brevi note: tre commissari europei hanno fatto dichiarazioni  che definire indecenti è eufemismo: l’Italia riduca il debito pubblico e, soprattutto, non si azzardi a cambiare la politica migratoria.  Queste dichiarazioni da teppisti sono fatte da chi ha proposto una ripartizione dei migranti che è rimasta sulla carta e da un contributo economico che si è limitato a qualche milione di euro a fronte di qualche miliardo di spese. In pratica questi teppisti della politica intendono lasciare all’Italia  l’accoglienza dei migranti visto che ci riusciamo così bene! Inoltre si aggiunge la nota di un quotidiano inglese, credo il Financial Time, che paventa “i nuovi barbari a Roma”! (i nuovi barbari sarebbero Salvini e Di Maio e  circa 15 milioni di elettori, dimenticando che i “BARBARI” venivano da est e da nord). Senza contare il fatto che questi ignobili inglesi non sono mai entrati nell’euro e sono addirittura usciti dall’U.E. e quindi non si capisce a quale titolo trancino giudizi dementi. Tornando ai commissari europei fa letteralmente ribrezzo il loro intervento che è una chiara intromissione negli affari interni di una nazione che, sempre che il PD non se la sia venduta, dovrebbe avere il diritto di decidere del proprio destino anche perché è quello contrassegnato dall’art. 1 della Costituzione “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro (anche se qualche dubbio  aleggia). La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” (ed anche qui qualche dubbio aleggia perché il PD crede di avere il 51% dei voti, ma non possono essere gli inglesi  a dire cosa, come, dove e quando fare quello che tutti i Paesi fanno, difendere gli interessi del Proprio Popolo: cosa che non può essere vietata all’Italia

Elio Bitritto