Enel, il moloch dei giorni nostri

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Non è un mistero che le grandi multinazionali abbiano le loro relazioni all’interno dei governi di qualsiasi tipo essi siano, relazioni che sarebbe più “in” chiamare lobbiese e politicamente scorretto definire per quello che sono realmente complicità ed associazioni per … reciproci vantaggi. Voglio raccontare oggi una storia di “fantasia” che vede protagonisti da una parte un tizio qualsiasi che, per comodità chiameremo “Esposito” (come quei bambini che venivano messi nella ruota da mamme “colpevoli” o impossibilitate a mantenerli) e un “signore/padrone” che tutto può e che chiameremo “Don Carmelo” (il “Don” sta ad indicare il superiore livello … superiore). Ebbene Don Carmelo un bel giorno invia un messaggero che in realtà  “lavora” sia per lui che per un altro “Don”  che non si sa chi sia: il messaggio che porta è allettante dato che mostra, dati alla mano, come l’energia elettrica e l’energia termica di cui è ambasciatore siano praticamente regalati e nessun altro “Don” può offrire di meglio. E poi ben due pacchi di lampadine al led per un ulteriore risparmio e la possibilità di fruire di assistenza agli impianti termici ed elettrici: in pratica un’eredità piovuta dal cielo. Povero Cristo di paese, Esposito sente un tintinnar di monete che si traduce in una pizza e birra in più ed abbocca, firma una infinità di carte, a loro volta tutte con una infinità di articoli, commi, codicilli che, se volesse leggerli e capirli tutti deve prendere una laurea in Economia e rimandare l’appuntamento per le firme a data da definire.

Ma non si può, in questa nostra epoca non si può perdere tempo, Esposito firma ed una vocina dal fondo dello stomaco fa sentire la sua presenza con un semplice “addio pizza e birra”! Ma viene subito tacitata da un perentorio “ma che ne capisci tu! Questo Don Carmelo è a capo della più importante azienda energetica italiana, come puoi dubitare della loro correttezza”. Infatti, dopo pochi giorni arrivano due scatole piene delle famose lampadine al led, garanzia di risparmio: apre le scatole, pronto a sostituire le vecchie lampade ad incandescenza con le nuove e subito appare qualcosa di strano, sono tutte uguali, a 40 Watt, 12 con passo piccolo e 12 con passo grande: che ci faccio, pensa Esposito, va bene risparmiare ma se deve accenderne due per vedere, il risparmio non c’è (la stessa vocina si fa sentire per la seconda volta “addio pizza e birra”). Un po’ turbato dalla ferale notizia, si reca in uno dei punti d’appoggio di Don Carmelo:  non sono autorizzati a prendere il reso e neanche in altro punto d’appoggio. Non resta che telefonare: telefonare? Ma che scherziamo? Comincia la saga dei “se”: se vuoi questo, se vuoi quello, se fai così, se fai colà, se sei utente, se telefoni con il cellulare o con il fisso … se hai digerito o cosa pensi delle abitudini sessuali delle tribù del Niracongo. Alla fine il povero Esposito  che, anche se ha studiato, non ha più la prontezza di riflessi per andare al sodo, riesce a parlare con un essere umano che tiene a precisare che lui parla dall’Italia! Dall’Italia? allora fino a quel momento con chi aveva parlato? Superato lo shock, Esposito protesta la sua insoddisfazione ma la risposta, tra lo scocciato e lo sbrigativo “ma lei ha firmato un contratto”! “Cacchio” dice Esposito “stavolta addio a pizza e birra lo dico io”! Finita qui? non sia mai detto! Don Carmelo ha un nome ed una reputazione da difendere! arrivano le bollette dei favolosi risparmi e i rispettivi favolosi risparmi si dissolvono come neve al sole: la pensione di Esposito stramazza e per fortuna c’è pur sempre pane e mortadella o il favoloso pane e pomodoro della sua gioventù. Ecco l’aspetto positivo è la riscoperta di gusti quasi dimenticati. Complice inverno lungo e buio, le bollette non danno tregua e, come una fata turchina, ecco profilarsi per telefono una alternativa che si materializza attraverso un paio di messaggeri, lavorano per Don Calogero, un boss concorrente, e offrono al buon Esposito risparmi per ben due pizze e due birre (potrà andare in pizzeria in compagnia): preso dalla disperazione di non aver assaggiato neanche una pizza, decide di affidarsi alle cure di Don Calogero (!!!), confidando nel fatto che, prima o poi la ruota della fortuna gira. Con gli emissari di don Calogero disdice tutti i contratti prima sottoscritti con Don Carmelo e attende fiducioso e speranzoso l’arrivo di una bolletta che avrà il volto umano di un italico pensionato. Questa arriva prima del previsto: ma subito gli si gela il sangue nelle vene (per fortuna non nelle arterie perché sono poco praticabili  e le conseguenze sarebbero fatali) perché riporta in bella vista il logo ENEL! Che sarà mai ? non mi aspetto niente di buono, ormai! Facile profezia la sua perché, in un elegante quanto formale e burocratico linguaggio, la ditta su nominata (da ora in poi non la nominerò più perché ogni volta che la nomino arriva un pagamento!) invita soavemente il povero utente  a pagare la cifra per lui esagerata di  516,11 euro, così come fossero un caffè. Che consumo avrò mai fatto? Il mistero, che mistero non è, viene immediatamente chiarito si tratta della risoluzione in unica soluzione di tutte le opzioni che ammontano € 378,61 e si riferiscono ai saldi di Enel ok Clima, Enel ok Caldaia, Enel ok Impianto ed alle famigerate quanto inutili  (per Esposito) lampadine al led che, dopo oltre un anno dalla richiesta di sostituzione (sostituzione non restituzione!), sono state regalate ad un gruppo di soci lions che da anni operano in Etiopia, a Wolisso, per essere utilizzate al meglio da chi ne ha bisogno. Tra l’altro, leggendo la bolletta, salta all’occhio il paradosso di quello che viene definito “spesa per il gas naturale” pari a soli € 56,36 a cui si aggiungono diverse altre voci quali, “componente sostitutiva materia prima gas” per € 49,56, “altri importi materia gas” per € 6,80, “spesa trasporto e gestione contatore (A) per € 30,77, “spesa oneri di sistema” per € 5,89, “oltre IVA e imposte” per € 44,48 che, sommate danno la bella cifra di € 137,50. In pratica consumare gas per 56 euro costa 137 euro: come dire che per ogni euro di gas si paga 1,44 euro di “altro” indefinito ed oscuro.  Si viene poi a sapere, dopo lettere, mail, telefonate, e comunicazioni varie  che l’Enel è profondamente dispiaciuta di tutto questo ma non può farci nulla! E questo  è il meno, perché si scopre che i vari servizi suppletivi di cui Esposito non ha mai fruito (ok Clima, Enel ok Caldaia, Enel ok Impianto) non sono svolti dall’Enel ma da ditte esterne che vengono quindi pagate dal povero Esposito … per non fare niente! Ma “il contratto è un contratto” recita la legge, dettata da qualche lobby. Legalmente non è una truffa, ci mancherebbe: solo che moralmente è un’indecenza che viene perpetrata con la complicità di chi dovrebbe vigilare sulla correttezza dei contratti che non dovrebbero essere “capestro”! ma forse le “autority” sono nate per tutelare certe porcherie. La conclusione di questo racconto al limite della “pulp fiction”, è  che il buon Esposito ha chiesto di rientrare nella “ruota degli esposti”…. invano perché prima deve pagare, pagare, pagare!

Elio Bitritto