E se il Presidente fosse di parte?

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Da troppi anni il Presidente della Repubblica italiana interviene in maniera più o meno esplicita su governi che, prima di essere “graditi” a lui stesso ed alla lobby di sinistra che rappresenta, dovrebbe rispettare la volontà degli italiani, almeno della loro maggioranza. Questo interventismo di Mattarella appare più come una pesante indicazione, “fate questo e non fate quello”, che il “consiglio” più o meno paterno che il buon padre di famiglia dovrebbe dare ai suoi figli. Questo “interventismo si è manifestato a cominciare da Scalfaro, quello del “io non ci sto”, a lungo il “peggiore”, a Ciampi, quello dell’entrata nell’euro, a Napolitano che ha scalzato alla grande il “io non ci sto!” attraverso l’imposizione di governi non eletti fino alle “indicazioni” dell’attuale presidente  che sembra essersi svegliato da un ovattato torpore, forse stimolato da quelle stesse lobbies italiane ed europee che decidono chi sia buono e chi cattivo, chi abbia la capacità ed il diritto di governare e chi no! Ci si preoccupa, sempre a sinistra, dell’eventualità di una trasformazione del nostro sistema parlamentare in sistema presidenziale solo perché potrebbe non essere la nomenclatura attuale a governarla, visto che, di fatto siamo già in un sistema politico in cui non solo del Parlamento ma della stessa volontà degli italiani non si tiene alcun conto. Tornando a questo presidente è piuttosto smaccata la sua ritrosia a dare l’incarico a Salvini e non se ne comprende il motivo (o meglio, lo si intuisce): ha vinto il centro destra? ed allora perché tergiversare, quasi un attacco di panico; perché e come giustifica questo presidente il fatto che il governo debba essere europeista? Purtroppo il suo concetto di “europeista” non è lo stesso della maggioranza degli italiani: si può essere europeisti anche senza farsi calpestare dai popoli del nord Europa che fanno quello che i nostri governanti, segnatamente gli ultimi, non fanno, vale a dire la difesa dei propri interessi nazionali (cosa che sarebbe giusto ed opportuno che facciano i vari Martina e compagni). Dice il canuto presidente che non si può dare l’incarico a chi non dimostra di poter avere una maggioranza: due falsità con una sola frase: senza andare lontano nel tempo Napolitano l’emerito non diede forse l’incarico a Bersani che aveva un misero 29,5% mentre Salvini conta sul 37? Il riferimento a Einaudi (e già il paragone con Einaudi mi pare per lo meno presuntuoso) non è totalmente corretto dato che nel 1953 l’incarico fu dato a De Gasperi che si presentò alle camere con una maggioranza da “cercare” in Parlamento: quindi Einaudi NON ha fatto quello che Mattarella gli attribuisce.

Elio Bitritto

P.,S. – Per la Storia – Einaudi diede l’incarico a De Gasperi una seconda volta ed anche in quella occasione il governo fu bocciato e solo allora si risolse a dare l’incarico a Pella. In pratica diede comunque l’incarico alla DC che aveva vinto le elezioni, ma a Mattarella sarà sfuggito il particolare, forse per l’età, forse perché male informato o perché la Merkel è preoccupata?

Elio Bitritto