Fu vera gloria?

cimitero militare di Torino di sangro    OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Manipolatori seriali, comunisti ed affini, stanno mentendo e manipolando la Storia, quella vera, riducendola a storiella assurta a verità. Mentono consapevolmente per una ricostruzione agiografica degli ultimi tempi della seconda guerra mondiale che cerca di  far credere che non tutti gli italiani fossero fascisti, che la Resistenza fu un Movimento di tutti e che i comunisti ebbero un ruolo dominante. La prima affermazione è facilmente contestabile nel senso che al fascismo adeerì certamente la grande maggioranza degli italiani almeno fino a quando le sorti della guerra non ci videro soccombenti; quanto alla adesione di tutti si deve essere più corretti dato che è vero solo che ci fu la convergenza di diverse istanze ideologiche; in quanto all’ultima affermazione   è tutta da dimostrare  considerato che il PCI di allora ed i suoi epigoni e resti di oggi hanno la capacità di far passare per buona ogni cosa che possa tornare loro utile. Sorvolo sulla crassa ignoranza che l’onorevole (?) Alessia Moroni del PD (tra l’altro LAUREATA in Giurisprudenza!!!) che in una trasmissione televisiva se ne esce con una affermazione che ho una certa ritrosia a riportare “È una vergogna quella foto di Traini (il pazzo delinquente che ferì alcuni nigeriani come rappresaglia alla ragazzina fatta a pezzi da altri nigeriani a Macerata – n.d.r.) col tricolore, il tricolore è nato con la lotta antifascista …” che dà la misura di come le menti dal “pensiero debole” possano essere suggestionate da una propaganda spicciola. Tornando alle vulgate che costituiscono il “cuore” della agiografia resistenziale, dobbiamo registrare anche che la Costituzione la dobbiamo alla Resistenza. Il che mi fa tornare alla mente il fatto che anche i polacchi o gli ungheresi ebbero la resistenza ma “non ebbero né democrazia, né libertà: e questo perché la Conferenza di Yalta stabilì l’11 febbraio 1945 le sfere di influenza delle potenze vincitrici per cui l’Italia non dovette passare da una dittatura all’altra (peraltro ben più feroce come i fatti di Cecoslovacchia o di Ungheria hanno ampiamente dimostrato). Prima che qualcuno mi accusi di revanscismo o di particolari nostalgie voglio precisare che anche io “festeggio” il 25 Aprile come Festa della Liberazione: quello che non festeggio è il fatto che sia stato un movimento di massa, che sia stato monopolio dei comunisti, che sia stato determinante per la liberazione dell’Italia (in realtà la “Resistenza” si è manifestata in ogni Paese d’Europa ma SOLO in Jugoslavia è stata determinante), che continui ad essere divisivo e che NON vengano ricordate le centinaia di migliaia di “alleati” morti per quella stessa Liberazione, qualcosa come 335-000 soldati e 40.000 italiani tra partigiani e militari italiani del Corpo Volontari della Libertà.  E aggiungo che anche le scuole sono “colpevolmente” assenti nella celebrazione della libertà quando organizzano, giustamente, le visite nei luoghi della infamia nazista ma mai e ribadisco mai, una visita ai cimiteri militari di Torino di Sangro (2617 militari inglesi) e di Ortona (1665 militari essenzialmente canadesi), dove almeno ogni anno se ne celebra il ricordo.

Elio Bitritto

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