Uomo o superuomo?  Boh?

cervello a spasso

Non sono ancora riuscito a capire se Di Maio le pensa da solo le cose che dice o è eteroguidato e parla dunque per interposta persona, o forse entrambe le cose, un po’ come i famosi detti “il piede in due scarpe” ovvero “la politica dei due forni”. Statista? Qualcuno ha azzardato questa ipotesi quando il Di Maio ha citato il nome di De Gasperi ma credo che occorra tanta fantasia per fare tali accostamenti. Andiamo al sodo: il candidato premier ha proposto un contratto di governo con due forze alternative che, evidentemente, per lui sono identiche, “o con la Lega o con il PD”  come se fossero la stessa cosa. In pratica, come un qualsiasi sensale, pensa solo ad essere “il capo”, forte di una sua prevalenza nei confronti di Lega e PD, alla faccia dell’onestà, quella “onestà” tanto sbandierata quanto immediatamente sconfessata ponendo sullo stesso piano PD e Lega: così facendo inganna soprattutto i propri elettori, dopo averli convinti e fatto loro credere che il  governo precedente doveva essere abbattuto perché incompetente. Tra l’altro, con una sortita che mi crea qualche problema di comorensione, prima dice va bene il  PD ma senza Renzi, poi fa una selezione nel PD “promuovendo l’attuale segretario ed i ministri che hanno lavorato bene, Minniti e Franceschini” i quali dovrebbero aggregarsi al carretto di Di Maio e raggiungere quella maggioranza che sarebbe superiore al 50% nell’ipotesi che TUTTO il PD aderisca … dopo aver dato le pagelle di buono e cattivo! Ma Di Maio sente di essere destinato a grandi cose e rilascia dichiarazioni come parabole “Siamo a tanto così dal cambiare tutto: abbiamo un’occasione storica a portata di mano. Sento la responsabilità di non deludere le aspettative degli italiani che sono altissime, ma abbiamo la possibilità di farcela”, ha detto Di Maio a Di Martedì. Purtroppo prosegue sentenziando “Pd e Lega sono interlocutori alternativi. Ma la Lega deve scegliere: con loro con un contratto di governo abbiamo l’opportunità di cambiare, ma Salvini deve scegliere tra la rivoluzione e la restaurazione, se mollare Berlusconi e cominciare a cambiare l’Italia o restare attaccato a Berlusconi e non cambiare nulla”. Non voglio infierire ma a me pare che Di Maio non riesca a comprendere quel che dice nel senso che NON è Salvini che deve scegliere tra “rivoluzione e restaurazione”: lui la scelta l’ha già fatta con l’adesione alla coalizione e chiedere di tradire è già indice di grave scorrettezza politica. Il fatto è che Luigi, proponendo un accordo (parziale) al PD, sta facendo una scelta di restaurazione con chi ha ridotto l’Italia in queste condizioni ed è  stato pesantemente bocciato, senza confrontarsi con una storia, una cultura, programmi e visione politica assolutamente diversi da quelli del M5S. Ma credo di sapere il perché di tanta sicurezza, che forse nasce da un concetto estremamente eversivo, tendente al razzismo, inconsapevolmente espresso da Fico “siamo geneticamente diversi, abbiamo altri geni rispetto a Berlusconi e i suoi”…. Siamo forse all’Uomo ed al Superuomo? Mi sa di no!

Elio Bitritto