Sostenere la Vita o sostenere la Morte

provita intero

Una normale persona, dotata di normale quoziente di intelligenza chiederà di sostenere la Vita, mentre l’esaltato, il suicida culturale chiederà la Morte … quella degli altri, quella dei feti in nome di una scelta di “Civiltà”. In pratica, in nome di una scelta di “civiltà”, non solo si chiede alle donne di abortire. Questo pistolotto deve la sua “esistenza” alla reazione scomposta, isterica e tracotante dei movimenti cosiddetti femministi e dell’intero PD. Un maxi cartellone con l’immagine di un embrione di essere umano, affisso dalla Onlus antiabortista Provita, ha suscitato le ire dei centri sociali (cosa abbiano di sociale non l’ho ancora capito e … neanche loro), del PD e delle femministe  da strada che vedono un subdolo attacco alla legge 194, quella tanto cara alla Bonino. Credo che un  qualsiasi osservatore non prevenuto, guardando il manifesto non ravviserebbe alcun invito al boicotaggio della 194 e neanche alla libertà di pensiero.  Il fatto è che, mentre il manifesto è un “inno alla vita” fin da suo primo concepimento, le donne del PD romano vedono “Un messaggio forte e doloroso sulla pelle delle donne. Il manifesto contro l’interruzione volontaria della gravidanza offende la scelta delle donne di abortire, una scelta sempre sofferta e dolorosa. Si tratta di immagini che offendono la sensibilità anche di tutte le persone che hanno subito la fine di una gravidanza per i motivi più diversi. >Difendere la vita con messaggi così crudi e violenti non appartiene alla storia delle donne e della città ….”. Da qui la richiesta rivolta alla Raggi per la rimozione del manifesto. Certo non si può chiedere ai comunisti di tutte le epoche di capire cosa significhi “libertà di espressione o di pensiero” perché ne hanno una visione particolare, né, sembra, la si può chiedere ai grillini di smettere un ribellismo giustificato da tanti motivi ma certo non da questo: si deve però ribadire che queste “scelte di civiltà” possono anche non essere accettate da chi, della civiltà, ha un altro concetto. Siamo in presenza di una precisa e pericolosa volontà di far tacere le opinioni altrui, paradossalmente in nome della civiltà! Quale? Non si sa e non la sanno neanche loro perché a questa domanda rispondono con il candore di un bambinello di un anno “ma lo fanno tutti, come se questo significasse “civiltà”. Non contenti di sparare a zero sulla libertà di opinione me di espressione (che credo sia ancora in vigore in Italia) questi “civili” invadono anche il campo della religione dichiarando “contro l’integralismo religioso che aggredisce la 194, una legge della stato  approvata da due referendum popolari”. Questa gente, dopo aver dato un calcio alla libertà di espressione e di opinione in senso laico, dà un altro calcio anche alche alla libertà di religione, invadendo un campo che più personale non può essere, soprattutto quando si rifletta sul fatto che una donna sinceramente cattolica non ha bisogno di quel manifesto per decidere pro o contro la Vita. Il sospetto è che questa gente ha “paura” delle opinioni altrui prima che del manifesto che magari induce ad una qualche consapevolezza e a qualche riflessione in più: il che è perfettamente compatibile con la stessa 194. Le foto rappresentato il manifesto “criminale” ed Emma Bonino  a confronto: vi risparmio la foto di un feto fatto letteralmente a pezzi!

Elio Bitritto

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