Merkel, furbastra e ipocritastra

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Ipocritastra, un neologismo che si adatta perfettamente alla “kaiserona” teutonica, in pratica un peggiorativo di un termine di per sé negativo che si aggancia perfettamente all’altra connotazione “furbastra”. Questi tedeschi, tutto rigore e coerenza, una sorta di popolo “senza se e senza ma” che ha coniato per primo lo slogan che sanciva la necessità di privilegiare innanzi tutto gli interessi del proprio Paese, quello stesso popolo del “Deutschland über alles” con cui Trump, mutatis mutandis,  ha vinto le elezioni americane “America First”. Naturalmente “ipocritastra” non può fare a meno di un altro termine, ormai consolidato, che è “furbastra” dove il suffisso “astra” indica una peggiorativo di una connotazione di per sé già negativa. Naturalmente, al di là della rima baciata tra i due termini, è necessario spiegare le ragioni di queste qualifiche alla kaiserona: tutto nasce dalla vicenda della ex spia russa avvelenata con la figlia da sostanze radioattive presumibilmente somministrate da agenti russi: ciò ha comportato una serie di espulsioni e contro espulsioni dai Paesi europei ed altri di gruppi più o meno numerosi di diplomatici con in più l’aggravamento di delle sanzioni economiche nei confronti di Putin. A parte il fatto che il Paese che ci rimette di più sembra essere l’Italia che aderisce supinamente a tutti i diktat dell’eurogermania, si viene a conoscenza di due fatti che giustificano la qualifica di ipocritastra e  furbastra: il primo riguarda l’espulsione di quattro diplomatici russi dalla Germania ma poi la furbastra dichiara “se Mosca vuole può sostituirli”! E allora che significato ha quella espulsione? Gli altri Paesi copieranno una soluzione o si atterranno alle decisioni del Consiglio, d’Europa? Non contenta di questa furbata l’ipocritastra personificazione vivente di “Deutschland über alles” firma l’OK al gasdotto che da Vyborg in Russia, giunge, dopo 1200 chilometri correndo al largo della costa del Mar Baltico, a Greiswald in Germania: questo gas è destinato all’uso delle industrie tedesche e, in generale, a soddisfare le necessità di ben venticinque milioni di tedeschi.  Il gasdotto percorre lunghi tratti in mare aperto e non attraversa Polonia, Stati Baltici, Bielorussia e Ucraina per evitare che questi stati possano in qualche modo interromperne il flusso per probabili pressioni sulla Russia (oltre al fatto che perdono gli eventuali diritti di transito). In conclusione si può tranquillamente affermare che la Germani si fa i fatti suoi … e anche quelli degli altri!

Elio Bitritto