La spocchia della Open Arms

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È incredibile come questi trafficanti di esseri umani cerchino di mascherare la loro vera attività, giustificando con un umanitarismo  di facciata le violazioni ad accordi sottoscritti con evidente malafede: questo nonostante prove schiaccianti tra le quali i tracciati dei radar che confermano, se mai ve ne fosse stato bisogno, che la nave ONG Open Arms è arrivata nel punto di “raccolta” dei migranti, all’ora giusta. Il tracciato è inequivocabile: la nave parte da Malta punta direttamente verso Homs sulla costa libica da dove i migranti sono partiti, non c’è stata alcuna richiesta di soccorso da parte dei migranti e conseguentemente deve esserci stata una segnalazione dalla Libia altrimenti non potevano trovarsi proprio in quel punto, raccolgono i migranti, non ottemperano alle disposizioni della Guardia Costiera libica, due elicotteri italiani avvistano le imbarcazioni solo il giorno dopo l’arrivo della nave, torna verso nord, RAGGIUNGE Malta da cui era partita per sbarcare una donna ed un bambino e punta diritta su Pozzallo navigando nei paraggi finché, sollecitati dal governo spagnolo “per fini umanitari”, Gentiloni e Minniti si calano le brache ed accolgono i migranti che, quanto meno, dovevano essere presi in carica dalla Spagna (la nave batte bandiera spagnola) o da Malta, il PORTO PIÙ VICINO; inascoltato l’invito dal centro di Roma di farsi da parte  adducendo, come scusa plateale, “di aver perso il contatto radio con i gommoni di salvataggio che si trovavano oltre 20 miglia più avanti” evidentemente inviati al solo scopo di intralciare l’intervento dei libici. In pratica Malta è la chiave di volta delle navi ONG che hanno qui la loro base in cambio dell’impegno a NON sbarcare immigrati. Per tutti questi motivi secoindo la Procura di Catania  i responsabili della Ong “hanno agito con l’unico scopo di approdare in Italia benché non fosse necessario né imposto dalla situazione in quanto avrebbero potuto e dovuto attenersi alle indicazioni tempestivamente e reiteratamente fornite” dal centro di soccorso di Roma della Guardia costiera. Gli indagati per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono il comandante della nave, la responsabile della missione e il capo delle operazioni della Ong. E cosa ti fa il comandante della ONG? Insinua “Strana coincidenza post-voto” ribaltando il concetto da più parti espresso secondo il quale era assolutamente prevedibile l’interruzione degli sbarchi per il periodo elettorale: in una intervista alla radio “InBlu Radio” il capo missione della Open Arms, Riccardo Gatti, afferma spudoratamente “Casualmente una settimana dopo le elezioni italiane è successo questo. E chi ha preso più voti alle urne porta avanti un discorso contro l’immigrazione. È sicuramente una strana coincidenza. Alla fine siamo stati vittime di un attacco armato e una violenza da parte dei libici nel tentativo di farsi consegnare le persone a bordo. Ci è sembrato un eccesso di zelo, l’incriminazione è qualcosa che ci lascia sorpresi”.  Che dire se non che sono delinquenti che non rispettano regole e accordi sottoscritti a livello internazionale.

Elio Bitritto