L’Aquila: In Italia abbiamo tutti una laurea in Giurisprudenza…!

IMG-20180312-WA0008Domenica 11 marzo dell’anno 2018, si è tenuta la manifestazione a favore dei proprietari dell’hotel Vitalba, hotel che continua a rimanere chiuso nell’indifferenza di chi potrebbe almeno spendere una parola per tentare di fare qualcosa per questi onesti lavoratori che, da un momento all’altro, si sono visti apporre davanti alla loro proprietà,   dapprima un cancello chiuso a chiave e transennato, poi una doppia catena proprio sotto il loro ingresso principale. Ho vissuto questa storia ogni giorno e fin dall’inizio e so cosa stiano passando quelli che io continuo a chiamare “I ragazzi dell’Hotel Vitalba”. La cosa strana è che, mentre tentavo di intervistare i numerosi conoscenti ed amici che ho qui alla “Rocca”, essendo mio marito originario di questi bei posti, ho trovato tanti che non sapevo essersi laureati in Giurisprudenza o essere diventati Giudici, nel frattempo che non li avevo frequentati. Ripeto e sarà l’ennesima volta che lo faccio, non è la sentenza di Cassazione e quindi il Giudice che l’ha emessa, che si vuole contestare. Lui si è regolato in base alle carte che ha potuto leggere ed alle perizie che gli sono state fornite. Molte leggerezze sono state commesse e tanto accanimento ora c’è nei  confronti della famiglia anche da parte di chi dovrebbe tutelarli. Ieri, difronte al fatto che il paese, nella stragrande maggioranza, non si sia mobilitato per dare neanche un sostegno morale, li ha gettati nel più profondo sconforto. Vedere gente che è arrivata dall’Aquila, da Avezzano e paesi limitrofi, ha fatto chiaramente capire, ad eccezione di quelli che erano presenti, che qui a Rocca di Mezzo, c’è una sorta di: ” Sono contento che sia andata così” con una mentalità che già conoscevo ma che non sapevo potesse essere ancora insita nell’animo di questa gente. Ma possibile che valori come la solidarietà, la partecipazione e l’amicizia non facciano più parte del nostro DNA e poi, penalizzando Francesco, Tiziana ed Isabella non pensano che anche loro ci rimettano? L’indotto che loro generano è notevole e ne beneficiano quasi tutti se non tutti, come bar, ristoranti e punti di ritrovo esistenti qui in paese. Quindi non dando nemmeno un sostegno morale a questa brava gente, significa che siamo masochisti e vogliamo punire anche noi stessi. Se poi si tratta che in un paese uno è amico di chi sta contro di loro, io dico parliamone e finiamola di pensare ogni volta con la testa altrui. L’amico per me è quello che, pur avendo idee diverse, si sente e dimostra vicinanza a colui che fa parte dell’opposta fazione. E che dire di alcuni politici locali che ieri, mentre si svolgeva la manifestazione e loro erano poco distanti, avevano sul viso una specie di sorrisetto ironico come a voler dire: “Fate…fate, tanto io sono io e voi non valete un….”? ( E non scrivo l’ultima parola che tutti conoscete perché è la frase detta in un film da Alberto Sordi.) Sui miei articoli ho avuto tanti riscontri positivi su questa storia che sto seguendo fin dall’inizio. Due solo quelli negativi, il primo di un tizio, che sembrerebbe essere originario di queste parti, che scrive che i proprietari dell’Hotel stanno facendo solo “cagnara”, che io dovrei consigliare loro di rispettare la legge individuando persino il luogo ove si dovrebbe costruire un percorso alternativo per accedere all’Hotel ( I° avvocato). Ho risposto che io non do consigli di alcun genere poiché sono solo una che riporta quanto accade, mentre lui è veramente un esperto in particolare su questa storia, senza però aver letto niente e senza accertarsi che i proprietari abbiano o meno detto che non vogliono rispettare la legge. Il secondo commento negativo è arrivato da quello che io penserei essere un profilo falso creato ad hoc proprio per dissuadere dal partecipare alla manifestazione ( secondo avvocato) Già questo mi fa indignare perché bisogna sempre metterci la faccia, smetterla di sparlare e nascondersi dietro un paravento che può essere abbattuto nel giro di pochi secondi. Minacciando poi me, che sono l’ultima ruota del carro dal proseguire nello scrivere articoli che “mettono in cattiva luce il Comune di Rocca di Mezzo”,cosa si pensa di fare? Io vado avanti perché credo nella giustizia e so che ci sarà qualcuno che si passerà una mano sulla coscienza per poterla poi tendere a Francesco, Tiziana ed Isabella, proprio per far pensare loro che la cattiveria di alcuni ha dall’altra parte la bontà di altri.

Anna Maria Orsini