Il razzismo di Travaglio

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Come quasi tutti i giornali anche “Il fatto quotidiano” di Marco Travaglio ha un box con una battuta, una vignetta che mette alla berlina, esagera, colpisce in maniera varia fatti di qualsiasi genere, dal politico alla cronaca, dal costume alla morale, ecc. Oggi il box è dedicato a Salvini ed a quel “colpo grosso” che vede un senatore della repubblica, “rigorosamente nero” perché di origini senegalesi, tra i suoi eletti. Mentre la gente normale vede in questa elezione la dimostrazione palese che le accuse di razzismo nei confronti degli immigrati e dei neri in particolare, sono balle: le anime belle, coloro che per definizione sanno tutto, quelli che NON sono razzisti quelli che accusano “gli altri”, Salvini, Meloni ed il variegato mondo della destra, di tutte le nefandezze possibili, vedono in questa elezione una sorta di finto sdoganamento, una specie di autoassoluzione razzista. E allora Travaglio cosa fa? Per denunciare il presunto razzismo di Salvini gli mette in bocca una battuta degna di vauro e di certo stereotipo mentale delle sinistre buoniste, dimostrando, a sua volta, un razzismo vero, da intellettuale raffinato, da “salotti buoni”.

Salvini “Festeggio i 45 anni con 182 parlamentari … quello nero serve lo spumante”: solo un razzista vero, di quelli che non lo ammetteranno mai, ma che nel loro intimo lo sono, poteva fare una battuta così volgarmente razzista.

Elio Bitritto