Come si vota domani. Il sistema elettorale

elezioni-politiche-2018La legge elettorale. Il nuovo sistema, noto come Rosatellum, è un sistema misto, ai sensi del quale un terzo dei seggi in ciascuno dei due rami del Parlamento sono attribuiti in collegi uninominali maggioritari a turno secco (è eletto il candidato che prende anche un voto in più degli altri, indipendentemente dalla percentuale raggiunta), mentre la restante parte è attribuita ai partiti su base proporzionale, in collegi plurinominali. Vi sono proclamati eletti i candidati della lista del collegio plurinominale secondo l’ordine di presentazione, nel limite dei seggi cui la lista abbia diritto (infatti le liste, di 4 nominativi, 2 uomini e 2 donne, sono bloccate e non sono ammesse preferenze). Perché le liste siano considerate nella ripartizione proporzionale dei seggi devono riuscire a superare il 3% dei voti espressi su base nazionale. è possibile anche costituire coalizioni, ma in questo caso lo sbarramento è fissato al 10%, purché almeno una lista del raggruppamento abbia superato il 3% (date queste condizioni, concorrono alla ripartizione dei voti anche le liste che abbiano preso meno del 3%, ma almeno l’1%).

In concreto. Per la Camera la ripartizione è a livello nazionale. Tutti i seggi sono dunque prima ripartiti fra le liste sopra il 3% e le coalizioni sopra il 10%. Una volta stabilito quanti seggi spettano a livello nazionale alle coalizioni e alle liste, si procede al riparto proporzionale degli stessi nelle circoscrizioni (sulla base dei voti in ciascuna circoscrizione) procedendo prima al riparto dei seggi tra liste singole e coalizioni, quindi alla ripartizione dei seggi spettanti a ciascuna coalizione tra le liste che ne fanno parte (purché con un numero di voti superiore all’1%). Per il Senato la questione è più semplice, perché il meccanismo è su base regionale. La ripartizione dei seggi avviene col metodo D’Hondt.

Per ulteriori informazioni sul sistema elettorale, si rimanda al sito istituzionale.

Quando si vota. Domenica 4 marzo, dalle 7:00 alle 23:00. L’elettore presenta la tessera elettorale (che può essere rinnovata presso l’ufficio elettorale del comune di residenza, il quale resterà aperto anche dalle 9:00 alle 18:00 di venerdì e sabato e dalle 7:00 alle 23:00 di domenica, durante il voto) e un documento di identità munito di fotografia, anche se scaduto, rilasciato dalla pubblica amministrazione.

Come si vota. Le schede di Camera e Senato sono identiche. Sulle schede si trovano i nomi dei candidati nel relativo collegio uninominale e, sotto di essi, i partiti che li sostengono con, accanto, i nominativi dei candidati nel proporzionale.

Il voto è valido se: (i) si traccia una croce sul simbolo di una lista (in questo caso il voto vale anche nell’uninominale a favore del candidato sostenuto da quella lista); (ii) si traccia una croce sul nome del candidato nell’uninominale (in questo caso il voto, ai fini del proporzionale, è ripartito tra tutte le liste che sostengono quel candidato); (iii) si traccia una croce sul simbolo di una lista e sul relativo candidato nell’uninominale.

Non è permesso il voto disgiunto (voto al candidato dell’uninominale sostenuto dalle liste A e B; voto nel proporzionale alla lista C); non è permesso scrivere alcunché sulla scheda, pena la nullità.

Inoltre, poiché le coalizioni sono spesso assai eterogenee, il consiglio è di tracciare una sola croce, sul simbolo della lista prescelta.