San Salvo. Ancora bravo Angelo De Cinque , pilastro dell’economia.

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Un pilastro dell’economia Sansalvese e Abruzzese a tutti i livelli che rappresenta il meglio della società, costituisce un esempio di quei personaggi nati e cresciuti in un passato tessuto sulla tela di un lavoro svolto seguendo le trame dell’emigrazione in America, con esperienze della vera sofferenza, alimentata dal duro lavoro sopportato, superato e trasformatosi in una economia studiata sulle pagine della vita dei suoi antenati, come il bisnonno Giuseppe De Cinque, tornati in Italia con vedute cosmopolite, ma con la stessa forza e volontà di lavorare, lavorare e lavorare la loro terra senza orari, con il sole a timbrare il cartellino di ogni giornata che dava inizio e terminava quando la luna cominciava ad apparire.

Casolano di razza, temprato di forza fisica e morale, ma soprattutto di principi assoluti, irrorati di acqua santa mista a sudore di quel lavoro che è stato e rimane una vera fonte di ricchezza senza distinzione di sesso, perché anche le loro donne erano caparbie ed instancabili, senza sosta e senza ferie per maternità.

Il valore assoluto si riversava immediatamente e, con la benedizione di Dio, anche sul neonato, i cui occhietti, dalla culletta poggiata sotto la quercia, già sbirciavano il vero senso della vita.

Angelo De Cinque rappresenta l’orgoglio della sua gente, sempre vincente la ricca raccolta del suo papà Pietro che, senza saper leggere e scrivere e col biglietto di viaggio pilotato da un fiuto infallibile, ha saputo prenotare e programmare quella gita oltreoceano con destinazione America, dove l’attendeva come “hotel di prima classe” un sottoscala che già aveva ospitato e visto dormire un suo compaesano, il quale, senza niente come lui aveva fatto ritorno nel suo Abruzzo per iniziare una delle tante commoventi storie di chi, come Angelo, era diventato un personaggio storico di uno dei tanti capitoli che, ancora oggi, segnano tappe evidenti ed emergenti di colossi dell’economia e del sociale. Tante famiglie, infatti, hanno trovato prima il pane, poi i mezzi per emanciparsi e, se capaci, arricchirsi.

Angelo De Cinque, come quando era studente, continua a voler imparare, a voler sapere, a voler migliorare, a voler scegliere la strada tappezzata di quei valori morali e sociali che soltanto le persone del suo stesso livello possono valutare e, senza nessun dubbio e con tanta ammirazione, introdurlo in un complicato itinerario umano e sociale in cui lui è sempre inserito, senza per ridurre il suo prezioso ruolo al mero conto in banca, ma ai tanti valori a cui lui ha dato e dà, come i suoi antenati, un timbro di speciale e indelebile marchio, a cui ispirarsi.

Bravo! Come quando andavi a scuola e, mentre gli altri tuoi compagni cercavano le “firme” tu iniziavi a scrivere la tua “firma” visibile a caratteri cubitali ovunque tu hai operato alla grande.

Fortunatamente, poi, a non spezzare la catena generazionale, c’è già l’omonimo Angelo, piccola nuova leva che, superando le vedute del papà Giuseppe, non a caso parla già bene il tedesco, additando traguardi di polivalenti ed emancipati orizzonti per San Salvo, l’Abruzzo e l’Europa.

Angiolina  Balduzzi