A TITOLO PERSONALE: Il guaio del centro destra

scheda

Puntuali come i treni giapponesi rispuntano i veleni di una parte del centro destra che invece di pensare al centro destra continua a seminare zizzania: ci pensa questa volta Filippo Pietrocola a dare una mano alle divisioni che pure ci sono ma che un certo buon gusto (per chi lo dovrebbe avere), un certo fair play, se non opportunismo politico rende obbligatorio. Così rischia di scatenare una polemica fuori luogo che anche un bambino capirebbe essere assolutamente inutile e controproducente in questo momento. Personalmente voterò Etel per una infinità di motivi che non sto qui ad elencare ma mai farei un cenno ai candidati, sempre del centro destra, catapultati da questa “strana” legge elettorale, sul territorio. “Pietrocola ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa” recita Zona Locale e non è la prima volta: probabilmente ha le scarpe rotte perché o gli entrano sempre gli stessi sassolini o frequenta strade sterrate: infatti dichiara: In questa legge astrusa, si ritrova la preferenza su candidature pregnanti (cosa significa ????). Come vastesi, ci schieriamo con Etel Sigismondi e non sulle posizioni ieratiche (sic!) di chi, da un lunario, dà indicazioni di votare genericamente il centrodestra, dimenticando che a dar da mangiare a lui e alla sua famiglia è stata la Fiamma di Almirante. A parte certe evoluzioni lessicali, non si comprende il riferimento ad un “lunario”: soprattutto, però, noto una certa mancanza di stile nel riferimento alla Fiamma di Almirante che lo stesso Pietrocola abbandonò quando divenne sindaco. Aggiungo che sembra essere passato nel dimenticatoio di molti il fatto che l’esplosione della destra se è certamente merito di tutti i “ragazzi” provenienti dalla Fiamma, è soprattutto a Peppino Tagliente che la si deve indiscusso leader di quel fantastico gruppo. Bene o male che abbia fatto a lasciare la destra prima che tutti entrassero in quel calderone politico allestito da Berlusconi non è giudizio che possa dare Pietrocola che in quello stesso calderone è entrato. Al termine del suo mandato si presentò alle elezioni del 2006 con la lista “Alleanza per Vasto” raccattando ben 651 voti di cui la bellezza di 154 personali che, per un sindaco uscente…! Infine questo “dar da mangiare a lui e alla sua famiglia …” mi sembra una caduta di stile (eufemismo) indegna di Pietrocola (forse dovrei dire “nello stile”): lasciata, con una débâcle storica, la corsa al secondo mandato da sindaco ha trovato nella farmacia degli avi la possibilità di continuare a mangiare senza particolari problemi e questo non è un merito, semmai una fortuna. Certo Peppino non ha dato da mangiare a nessuno ma il prestigio delle cariche politiche è stato determinato dal suo effetto trainante. È assurdo e autolesionista che alla vigilia del voto, di un voto importantissimo, si debba dare alla città questa immagine che sancisce ancora una volta una divisione imperdonabile che potrebbe creare problemi a Etel: ma questo un politico lo capirebbe….

Elio Bitritto