Povia: ovvero Nuovocontrordinemondiale

povia da solo

Un pomeriggio all’insegna di Povia, delle sue provocazioni, della sua testardaggine nell’essere se stesso, nel non volersi allineare, nel rivendicare la sua identità contro il conformismo da Minculpop.  Ma di questo parlerò tra un poco: un pomeriggio con una serie di momenti diversi tutti ugualmente apprezzati dal numeroso pubblico presente a cominciare dai genitori e nonni dei protagonisti che, con Povia, ci hanno intrattenuto. Organizzata dalla Associazione “Il Golfo delle Idee” presieduta da Maria Grazia Pezzuto, perfettamente coadiuvata dal vicepresidente Mario Mauro e dalla dinamica Loredana Lammada, la manifestazione è stata condotta con brio e padronanza del palcoscenico da Marco Santilli. Iniziano, come d’obbligo, per l’ospite d’onore Povia, i bambini della Scuola Primaria “L.Martella”, che si sono prodotti in canti e danze, singole e di gruppo con una particolare menzione per Martina Carlucci, Margherita Tammaro e Sara Marini. A seguire  l’inedito coro de “Il Golfo delle Idee”, preparato dalla pianista Maria Del Bianco e voce solista Michael Zappitelli, con una elaborazione di “Nel blu dipinto di blu”. La canzone classica napoletana ha visto eccezionali interpreti prima Fernanda D’Ercole, accompagnata dal fisarmonicista Donato Santoianni, dalla pianista Maria Del Bianco e dal flautista Flavio Palese, e successivamente  Anna Maione, accompagnata da Maria Del Bianco, Flavio Palese e Francesco Di Tizio alla fisarmonica; e poi il cantautore Giuseppe Monopoli con le chitarre Nunzio De Palma e Federico Caruso, una simpatica gag con Patrizia Corvino e Miriam Sartori e la sinuosa Giovanna Bellafronte che, in coppia con Tiziano Tiberi ha magnificamente interpretato le note di “Oblivion” di A. Piazzolla, un tango dalle note e movenze sensuali, per concludere con due canzoni interpretate dal presidente Maria Grazia Pezzuto con il fratello Marco alla Chitarra e del vice presidente Mario Mauro con “Era de maggio”.  Fin qui le esibizioni dei “piccoli e grandi artisti” e quindi l’entrata di Povia che si presenta con tutto il suo repertorio di canzoni a cominciare da quella che lo rese famoso, quel “i bambini fanno oooh”. Ma non solo canzoni, significati, una lezione di vita attraverso le sue parole a cominciare dalla sua difesa del Sud, per giungere alla necessità di salvare l’innocenza, dai ricordi dell’infanzia alle considerazioni più attuali quali il “job act”. Non sono mancati i riferimenti alle etichette che il “politicamente corretto” affibbia ai non allineati, ai non graditi, a quelli che, come lui affrontano temi quali l’omosessualità da un diverso punto di vista come con la canzone “Luca era gay” immediatamente etichettata come attacco al mondo gay anche se basterebbe leggerne il testo per capire che per certi giornalisti e critici basta il nome per affibbiare … il cognome di razzista o fascista. Non poteva mancare la canzone dedicata alla terminologia usata dai cosiddetti “bimbiminkia” quei soggetti che sono indottrinati e condizionati dal sistema che li controlla e li usa per conservare il potere pseudo culturale di cui si dice depositario. E neanche poteva mancare, in questo contesto, l’insieme di contumelie, offese, e minacce che giornalisti e pseudo tali, rapper e pseudo tali gli hanno “dedicato”. Canzoni ed interventi scanditi da cartelli che man mano ha mostrato raccogliendo l’apprezzamento del pubblico per il semplice motivo che mostravano “il Re nudo”. Un concerto, dunque, diverso dal solito: un concerto in cui ha cantato con il cuore ed ha parlato con la stessa passione delle sue canzoni, politicamente …scorrette e che solo per questo vale la pena di ascoltare e acquistare.

Elio Bitritto

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