L’incubo del fascismo.

roma-fascista-aquila21L’incubo del fascismo che incombe sul destino degli italiani ossessiona la sinistra. Il sistema mediatico, l’intellettuale collettivo che lo governa ha stabilito la centralità della questione fascista e sembra persino sincero nella sua ossessione maniacale. Eppure a sinistra sanno bene che il fascismo per come si è storicamente inverato non è che un capitolo del libro della destra italiana. Un capitolo scritto nel tempo delle tensioni totalitarie e quindi quella destra negli anni ’30 non poteva essere che totalitaria, statalista, e interventista in economia. La destra italiana, persino quella borbonica, era sempre stata colbertista, con una presenza dello Stato nell’economia che fosse ragguardevole. E soprattutto come quella tedesca la destra italiana non era mai stata ultraliberista. Posizione, quest’ultima appartenuta sempre ai progressisti. Il golpe parlamentare contro la destra storica nel 1876 fu ordito dalla destra moderata toscana d’accordo con De Pretis, il leader della sinistra. Dunque il fascismo. Se lo si intende come inveramento storico della destra italiana ha già visto esaurirsi la sua esperienza. Se invece siamo alla ricerca del modello contemporaneo di inveramento della destra italiana nel tempo della globalizzazione possiamo tranquillamente affermare che questa è la fase di una destra sovranista, identitaria e rivendicatrice della specificità italiana in cui la produzione di qualità è alla base del codice genetico celliniano, da Benvenuto Cellini, di una creatività unica al mondo. Sovranismo certo, ma comunitario. Innervato nel luogo dov’è scritta la storia delle nostre comunità. Questa destra nuova e antica nello stesso tempo, terrorizza la sinistra. E non ha tutti i torti, a essere terrorizzata

Emiddio Novi

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